La mia è una scuola impegnativa ma non mi nega hobby e amici
PAVIA.Fermata dell'autobus. Nella lunga e interminabile attesa inizio a chiacchierare con due ragazzi li vicino. Dopo le presentazioni, ecco le solite domande di rito.
«Che scuola fai»?. «Foscolo» rispondo io.
Ed ecco che i due si scambiano occhiate inquiete e mi guardano, quasi fossi infetta da una rara malattia tropicale e io sono assolutamente sicura del fatto che mi abbiano già etichettata come la solita secchiona che passa ore ed ore sui libri, per cui il massimo divertimento è lanciarsi in appassionate discussioni su Platone e Seneca o leggere libroni impolverati scritti in lingue ostiche e sconosciute.
Questa situazione rappresenta la reazione più comune della maggior parte delle persone, al sentir parlare del temutissimo liceo classico «Ugo Foscolo»: non è difficile capire che, soprattutto tra i ragazzi, circolano una serie di voci non esattamente tranquillizzanti, inquietanti «leggende metropolitane» che dipingono questa scuola come invivibile, pesante e praticamente impossibile.
Spesso tutti questi pregiudizi convincono i ragazzi di terza media a scegliere altre scuole: scopo di questo articolo è sfatare il mito degli insegnanti aguzzini, delle interrogazioni massacranti come interrogatori, dell'assoluta impossibilità di svolgere qualsiasi attività che appassiona, schiacciati dalle troppe versioni di greco e latino. Non è assolutamente vero: tutti riescono tranquillamente a mantenere i propri hobbies e ad avere tempo di uscire con gli amici.
Un altro falso mito è quello degli studenti del Foscolo: specie di mostri polverosi e asociali, immersi nello studio fino al collo... beh, possiamo assicurarvi che siamo tutti perfettamente normali, anzi, qui più che altrove, è molto facile fare amicizie, anche perchè non siamo numerosi!
Certo, non si può negare che il Foscolo sia una scuola impegnativa, da affrontare con massima costanza e voglia di fare, ma, in fondo, crediamo che ne valga la pena. Almeno per gustarsi il fascino particolare che ha il cortile circondato dalle colonne nella luce tenue del mattino, mentre, l'ormai leggendario busto del poeta di Zacinto, osserva con occhi severi e benevoli lo scorrere della nostra giornata.
Francesca Fiorani e Giulia Bisogni- V B