Blitz antidroga della Finanza: 10 arresti
VOGHERA. Spari nel cuore della notte, auto che sgommano, due guanti di lattice sull'asfalto. Un quartiere periferico della città, Oriolo, che aveva vissuto ore agitate. Era gennaio. Ora, a distanza di sei mesi, la Guardia di finanza ha tirato le somme del lavoro investigativo partito allora: tre arresti e 7 ordinanze di custodia cautelare notificate in carcere sono il bilancio dell'operazione «Mammouth», che ha infertto un duro colpo allo spaccio di droga a Voghera e dintorni.
I provvedimenti restrittivi - sottolinea il colonnello Gianni Degaudenze, comandante provinciale delle Fiamme Gialle - rappresentano «l'ultima fase di una complessa attività di indagine» iniziata dagli uomini del nucleo di Polizia tributaria, «nell'ambito della repressione del traffico di sostanze stupefacenti». Nei giorni scorsi, i militari hanno fermato Enrico Squenna, 43 anni, di Cava Manara e il tunisino Mohammed Salmi, 31 anni, domiciliato a Tortona; le ordinanze di custodia cautelare, firmate dal Gip del tribunale di Voghera, hanno raggiunto anche Gianni Priano, 37 anni; Ben Rachid Ajachi, 32, tunisino, pure lui residente a Voghera; Carmelo Sfragora, 44; Mohamed El Hay, 40, tunisino, domiciliato a Broni; il connazionale Hassan Toufiq, 21, residente a Pavia; Fouad Serdi, 28, marocchino; Youssuf Khammar, 36, tunisino e il vogherese Carlino, 38 anni.
L'operazione Mammouth ha preso le mosse dal fermo casuale di un tossicodipendente che aveva appena acquistato una dose di eroina da un immigrato extracomunitario nel parcheggio di un centro commerciale. Le dichiarazioni da lui rese negli interrogatori e i successivi riscontri ampliavano il contesto criminoso: le Fiamme gialle, insomma, si rendevano conto di essere sulle tracce di un giro molto più ampio rispetto alla cessione di una misera dose di eroina. In questo quadro, si inserisce anche il movimentato episodio avvenuto nel gennaio scorso sulle strade di Oriolo, quando i finanzieri si erano lanciati all'inseguimento di presunti spacciatori: i guanti di lattice abbandonati a terra erano i residui delle perquisizioni personali effettuate a caccia di indizi utili per le indagini.
Un lavoro investigativo che ha impegnato per mesi gli uomini del colonnello Degaudenz. Un lavoro che è servito a raccogliere gli indizi necessari per la ricostruzione di un attendibile quadro accusatorio e sollecitare l'adozione di provvedimenti restrittivi. Il rapporto conclusivo della Guardia di finanza ha convinto il pubblico ministero Gabriella Marino - il magistrato della procura della Repubblica a Voghera titolare dell'inchiesta - a chiedere le ordinanze di custodia poi firmate dal Gip, Marina Bellegrandi.
Risvolto curioso. Uno degli indagati, alla vista dei militari venuti ad arrestarlo, ha cercato invano di disfarsi di un involucro contenente 30 dosi di eroina, gettandolo dalla finestra. Ma al di sotto era appostato un finanziere che ha recuperato il malloppo.