Un milione di preferenze per " Lilli la rossa"

ROMA. «Sono molto soddisfatta che una giornalista del servizio pubblico, tanto vituperato e condizionato da Berlusconi, abbia sonoramente battuto il padrone delle televisioni». Lilli Gruber ha stravinto la battaglia delle preferenze con il premier ed è di gran lunga il candidato più votato del Triciclo nelle Europee 2004 con un milione di voti di lista. In termini assoluti, per quanto riguarda le preferenze ottenute in una sola circoscrizione, sarebbe Massimo D'Alema il candidato più votato con 800mila preferenze ottenute nel solo Mezzogiorno. Il duello più atteso, il match che vale la partita, era però quello tra l'inviata Rai e il Cavaliere. E il risultato è tutto a favore della Gruber.
L'ex telegiornalista del Tg1 avrebbe ottenuto dalle 650mila alle 700mila preferenze nella cicoscrizione del Centro, dove era capolista, e circa 300mila nel collegio del Nord est.
Il che grosso modo porta sopra il milione le preferenze della Gruber. Un record, in voti, a quanto pare non raggiunto da Massimo D'Alema che si sarebbe «fermato» a quota 800 mila. Al presidente Ds, mancato l'obiettivo del milione di voti che lui stesso si era dato, resta la soddisfazione di aver battuto Berlusconi, grandeggiando nel collegio del Sud dove era capolista.
Nella sola capitale la rossa Lilli (diminutivo di Dietlinde), primo nome della lista Uniti per l'Ulivo, ha avuto 236mila preferenze, praticamente il doppio di quelle ottenute da Silvio Berlusconi che con 116.262 preferenze è stato battuto anche dal vicepremier Gianfranco Fini (136.500 voti). La sconfitta per il capo del Governo è doppia.
Ed è la stessa Gruber a spiegare perchè. «Il premier ha puntato tutto sulla sua affermazione personale, ora la barca di Berlusconi fa acqua da tutte le parti», dice la neo parlamentare europea in una conferenza stampa durante la quale il regista della sua campagna elettorale, Guido Alborghetti, protesta con il Viminale per la lentezza con la quale procedono le operazioni di scrutinio. A sedici ore dalla chiusura dei seggi non sono stati ancora forniti i dati parziali delle preferenze. «Il silenzio del Viminale è del tutto scandaloso sia sul piano tecnico che sul piano politico, ma siccome noi pensiamo che in Italia i computer funzionino come negli altri paesi per noi l'atteggiamento del ministero degli Interni è del tutto politico», dice Alborghetti. Prontamente spalleggiato dalla Gruber: «I ritardi sono inspiegabili, non posso pensare che il sistema del Viminale funzioni peggio di quello di altri paesi».
Sorriso raggiante, capelli raccolti e pashimima chiara al collo, impeccabile come se fosse pronta a leggere le notizie del telegiornale, il giorno dopo il trionfo politico l'ex volto simbolo del Tg1 annuncia che a Strasburgo siederà nel gruppo Uniti nell'Ulivo. «So che Romano Prodi sta lavorando con grande impegno a questa ipotesi che ha buone chanches di riuscire». Il presidente della Commissione Ue è stato, con Francesco Rutelli, uno dei primi a congratularsi pubblicamente con lei per il successo ottenuto. «La Gruber non è una nota di colore, è una bella pitturata, proprio vernice fresca», assicura Prodi ai giornalisti. «Lilli ha un'ottima capacità di comunicare e una buona conoscenza delle tematiche europee», aggiunge il professore spiegando di aver approvato la sua candidatura «dopo averla vista lavorare».
Gratificazioni che l'altoatesina Lilli apprezza e ricambia. «Sono ottimista per il risultato della Lista unitaria e sono d'accordo con Prodi: l'importante era che la prima cifra fosse tre», premette. E, forse rivolta a chi teme o spera che il suo debutto in politica sia solo un passaggio, aggiunge: «Il risultato è incoraggiante e io sono molto concentrata sul dato dell'unità che rappresenta l'inizio di un percorso che ci porterà a costruire l'alternativa per battere il centrodestra». Quasi un programma di governo.