Casa Italia con minimarket annesso
LISBONA. Poche ore alla gara che segnerà l'esordio dell'Italia nell'Europeo con la Danimarca, ma in Casa Azzurri continua a tenere banco il mercato. Tanto che qualcuno ha già ribattezzato la sala stampa allestita dalla Federcalcio «Praca do comèrcio», prendendo in prestito il nome dalla piazza che sta alle spalle del porto commerciale di Lisbona. Le voci sono talmente insistenti che ieri perfino uno come Alessandro Nesta si è sbilanciato in un appello a sostegno della Lazio.
«Non c'è rimasto più nessuno - ha detto riferendosi alle voci della partenza da Roma di Mancini, Cesar e Mihajlovic - La situazione è davvero delicata. Io ho convertito in azioni della Lazio alcuni stipendi arretrati e di più non posso fare. Spero tanto che arrivi qualcuno capace di risollevare la società. Ma mi domando come si siano potuti fare tanti errori».
Anche gli altri azzurri sono sembrati scossi, se non proprio preoccupati, dell'esodo dalla Lazio all'Inter. E forse non è un caso che in sala stampa si siano presentati Favalli, Fiore, Materazzi e Vieri (tutti tesserati delle due società) più Nesta (ex biancoazzurro). Diversi stati d'animo. E se Vieri ha formalmente aperto a Mancini la porta dello spogliatorio dell'Inter, Fiore ha cercato di richiuderla.
«Mi auguro solo - è stato il commento di Materazzi - che questo tormentone si concluda presto perché non ne possiamo proprio più. Personalmente con Zaccheroni mi sono trovato bene. Mancini ha dalla sua i risultati: una Coppa Italia vinta con la Fiorentina e alcune grandi stagioni con la Lazio. Se i rinforzi ci aiuteranno a centrare qualche tranguardo ben vengano».
Stessa frequenza d'onda per Favalli: «Mancini ha un modulo di gioco collaudato che io conosco bene. Ho firmato con l'Inter perché sono convinto che a Milano ci siano le possibilità di fare bene. Spero che la Lazio riesca a risolvere i suoi problemi e mi consola sapere di aver lasciato lasciato un buon ricordo nei tifosi». (a.l.)