Si all'amputazione, convinta da Zanardi
ROMA. Forse a convincere Francesca che nonostante tutto vale la pena di vivere è stato l'enorme affetto che tutti le hanno manifestato: i medici e gli infermieri del Policlinico Tor Vergata di Roma, dove è ricoverata, ma anche il sindaco Veltroni, e poi Claudio Baglioni e Paolo Maldini. O forse, più probabilmente, decisiva è stata la lunga chiacchierata avuta con Alex Zanardi. Tre ore passate a parlare a quattrocchi, dalle 20,45 alle 23,45, durante le quali il pilota, che perse entrambe le gambe in un incidente, è riuscito a trovare le parole giuste.
Per farle comprendere che si, si può continuare a vivere anche in situazioni particolarmente difficili come quella in cui si trova lui e, se avesse accettato di farsi operare, si sarebbe trovata lei.
Alla fine Francesca, che ha 36 anni e un bambino di 12, ha detto di si ai medici che per una settimana hanno cercato in tutti i modi di convincerla a non lasciarsi morire e ieri mattina è entrata in camera operatoria dove le hanno amputato la gamba destra dopo aver già perso quella sinistra.
«La resezione - ha spiegato l'ospedale - è avvenuta a metà gamba, ovvero tra il ginocchio e il piede in modo da rendere più semplice l'innesto di una protesi». Proprio la prospettiva di restare senza più le gambe aveva portato nei giorni scorsi Francesca a rifiutare l'intervento. Una scelta uguale a quella fatta a febbraio scorso da una donna di Agrigento, morta dopo essersi rifiutata di farsi amputare un piede, e a marzo da una donna di Sanremo, anche lei decisa e rifiutare le cure ma poi operata su ordine del magistrato dopo che una perizia ne aveva stabilito l'incapacità di intendere e di volere.
Per Francesca è andata diversamente. Colpita nel 1995 da omocistinuria, una grave malattia genetica, aveva già subito l'amputazione della gamba sinistra. La malattia, però, non si è fermata, tanto che i medici le prospettano la necessità di una nuova operazione, questa volta alla gamba destra. Ma la prospettiva di una vita in condizioni cosi dure le fa preferire la morte. E a nulla servono le argomentazioni con cui medici e psicologi cercano di convincerla ad accettare l'intervento.
Nonostante la riservatezza della famiglia e dei medici, il suo diventa però un caso pubblico e scatta la solidarietà generale. Il Campidoglio, ma anche l'assessore alla Sanità della regione Lazio, Marco Verzaschi, si mobilitano e con loro anche cantanti come Claudio Baglioni e calciatori come Paolo Maldini. E' Verzasca, però, ad avere l'idea di chiamare Alex Zanardi. Il pilota si è evidentemente rivelato la carta giusta per vincere una partita considerata ormai chiusa. Nel 2001, durante una corsa in Germania, Alex restò vittima di un gravissimo incidente in cui perse entrambe le gambe.
Il campione di automobilismo rifiutò però di arrendersi, tanto che oggi è tornato a correre grazie all'ausilio di protesi. E forse proprio il suo esempio è stato decisivo per Francesca. Nei prossimi giorni anche a lei verrà applicata una protesi con la quale potrà ricominciare a muoversi e a vivere.