«Ordini da Torino» ammette uno degli arrestati
BUSTO ARSIZIO. «Prendevamo ordini da Torino. Io facevo quello che mi diceva di fare Nicola Sapone che a sua volta eseguiva ciò che gli diceva un superiore». E il vertice torinese sarebbe stato denominato setta 'X". La rivelazione è di Andrea Volpe, interrogato ieri dal pubblico ministero Tiziano Masini e dal procuratore capo di Busto Arsizio, Antonio Pizzi.
Ma il procuratore ha nettamente smentito l'esistenza di un Anticristo a Torino. Inoltre il pubblico ministero Pizzi ha imposto il silenzio stampa sulle indagini e il divieto da parte dei giornalisti di pubblicare stralci o atti degli interrogatori degli arrestati o degli indagati.
Ma Volpe avrebbe confermato che proprio nel capoluogo piemontese lavorerebbe a pieno ritmo un'organizzazione segreta strutturata a più livelli e che coordinerebbe varie sette sataniche italiane.
Volpe ha nuovamente confessato di aver partecipato al duplice delitto di Chiara Marino e Fabio Tollis nel 1998 e di aver sparato in faccia a Mariangela Pezzotta, nel gennaio scorso, «per errore». «Sei anni fa ero l'ultimo arrivato e non ho mai avuto rapporti con i livelli superiori della setta. Facevo parte delle 'Bestie di Satana" ma per sapere di più dovete chiedere a Sapone», ha detto il giovane che ha anche ottenuto il trasferimento. Dal carcere di Busto Arsizio, infatti, ora si trova in quello di Vercelli, un cambio necessario perché il giovane avrebbe ricevuto minacce di morte.
Che Chiara e Fabio siano stati seppelliti nel bosco ancora vivi è cosa ormai certa e la barbarie con la quale è stata poi uccisa anche Mariangela Pezzotta, dimostra che l'intero gruppo aveva solo intenzione di versare altro sangue se gli adepti non rispettavano le regole rigide della setta.
Ieri è stato inoltre interrogato Pietro Guerrieri, il quale ha confermato di aver scavato la fossa nel bosco dove sono stati uccisi i due giovani ma di non aver partecipato all'omicidio. Cosa questa contestata dagli altri della setta. Sembrano dunque intricarsi le versioni date dai diversi protagonisti di questa terrificante vicenda.
Si accusano a vicenda e la ricostruzione di come siano andate le cose si fa più complessa anche se gli inquirenti non hanno ormai dubbi sul grado di colpevolezza di tutti, compreso quello di Mario Maccione, che all'epoca dei fatti era minorenne. Ma oggi dovrebbe sciogliersi il nodo più importante dell'inchiesta: sarà infatti interrogato nel pomeriggio Nicola Sapone, considerato il leader delle «Bestie di Satana», il tramite tra gli adepti e i vertici delle sette.
Intanto i due fidanzati, Andrea Volpe e Elisabetta Ballarin, la giovane di 19 anni, in carcere per il delitto Pezzotta, continuano a scriversi lettere d'amore. Michele Picerno, legale della ragazza, ha però precisato: «La mia assistita non ha mai avuto nulla a che fare con sette sataniche, ma sa che deve pagare per quello che ha fatto. E' triste perché è stato soppresso il pitone al quale era molto affezionata e che viveva con lei e Volpe nella villetta a Golasecca dove è stata uccisa Mariangela Pezzotta».
Il serpente è stato eliminato per ragioni investigative: volevano vedere se nel suo stomaco c'erano pezzi del cadavere della giovane sacrificata. Ma nello stomaco non è stato trovato nulla.