Scienze Politiche sul podio

PAVIA. L'Università di Pavia continua a rafforzarsi e a guadagnare posizioni nella classifica dei migliori atenei italiani. In un anno la facoltà di Scienze Politiche è passata dal 9º al 2º posto e la facoltà di Economia è salita dalla 20ª alla 14ª posizione. E' quanto si ricava dalla quarta Guida all'Università, pubblicata domenica su 'Repubblica" e realizzata in collaborazione con il Censis. Le altre sette facoltà pavesi saranno 'giudicate" nei tre dossier che usciranno nelle prossime tre domeniche. Scienze Politiche di Pavia, presieduta da Salvatore Veca, si è collocata al secondo posto dietro Bologna in una graduatoria che comprende le migliori 22 facoltà italiane. Economia, presieduta fino a novembre da Dario Velo, è invece 14ª su 39 facoltà.
Le classifiche sono realizzate sulla base dell'anno accademico 2002-2003. Analizzando in dettaglio le voci che insieme concorrono a formare il giudizio complessivo delle singole facoltà, si osserva che Scienze politiche figura 2ª in produttività, 1ª in didattica, 11ª in ricerca, 19ª per docenti e 5ª per rapporti internazionali. Rispetto all'anno precedente, Scienze Politiche guadagna 7 posizioni, 2 in produttività, 3 in didattica, 4 in ricerca, 3 in docenti e 1 in rapporti internazionali. Vediamo ora nel dettaglio l'andamento di Economia. La facoltà è 3ª (più 6 posti rispetto all'anno precedente) in produttività, 14ª in didattica (meno 3 posizioni), 26ª per ricerca (+11) 30ª per docenti (+1) e 8ª per rapporti internazionali (-5).
Il sito della Guida all'Università da conto dei criteri con cui sono stati formulati i cinque indicatori. Si tratta di una valutazione piuttosto complessa, che apre interrogativi e dà spazio a critiche (una delle quali la rivolge Dario Velo nell'intervista che pubblichiamo qui sotto). Di qui, sottolineano numerosi professori universitari interpellati, l'esigenza di essere cauti nei giudizi e di non prendere come vangelo le cifre cosi come esposte.
La 'produttività", spiegano Repubblica-Censis, è un valore medio che tiene tiene conto di cinque parametri: si premia il più basso tasso di abbandono tra il secondo e il primo anno di iscrizione, il maggior numero di studenti attivi (cioè quelli che sostengono un numero di esami prossimo a quello previsto dal piano di studio), la più alta percentuale di iscritti e di laureati in corso, e le facoltà nelle quali è più breve la durata del compimento del ciclo di studi dei fuori corso negli anni 2000 e 2001.
Anche il secondo indicatore, la 'didattica", è composto e tiene conto addirittura di sette parametri. Esso premia infatti: le facoltà con il più alto numero di corsi offerti, il più alto rapporto docenti-corsi, il più basso rapporto iscritti-docenti, il più alto rapporto di posti aula per iscritto, il miglior indice di ore-posto aula per studente in corso, le facoltà con almeno un corso finanziato nell'ambito dei progetti Campus One e infine quelle che hanno monitorato la soddisfazione degli studenti per oltre il 75% degli insegnamenti offerti.
La voce 'ricerca" tiene conto di tre parametri. Si premiano le facoltà che maggiormente partecipano, come coordinatori nazionali, ai finanziamenti del Miur (il ministero dell'Università); quelle con il finanziamento medio più elevato nelle attività del Miur in ciascun anno del triennio considerato; e quelle con il maggior numero di docenti partecipanti ai centri di eccellenza della ricerca cofinanziati dal Miur.
Le voce 'profilo docenti" riassume sei parametri. Si premiano le facoltà con l'età media del corpo docente più bassa, con la migliore variazione dell'età media del corpo docente, con l'età media degli idonei più bassa, le facoltà in cui è più alto il tasso di docenti idonei ai concorsi sui docenti di ruolo al netto degli ordinari, quelle dove è più alto il rapporto tra il numero di Università ospitanti studenti Erasmus e il corpo docente di ruolo, e infine quelle che hanno ricevuto finanziamenti per progetti di 'rientro dei cervelli", cioè dei docenti di prestigio.
Infine, la pagella di Repubblica-Censis da un voto ai 'rapporti internazionali" delle facoltà. Cioè premia quelle in cui è più alto il rapporto tra borse di studio Erasmus e studenti iscritti, è più alto il rapporto tra numero di borse Erasmus e docenti, le facoltà che hanno ricevuto finanziamenti per la mobilità dei docenti e quelle con il maggior numero di docenti partecipanti al quinto Programma Quadro dell'Unione Europea.