Caccia alla cupola satanista


BUSTO ARSIZIO. Supertestimoni avrebbero incastrato Nicola Sapone. «E' il capo della setta 'Bestie di Satana"» hanno detto agli inquirenti raccontando di essere usciti dal gruppo e di sapere come era organizzato. Sapone, il giovane accusato con altri tre ragazzi del duplice delitto di Fabio Tollis e Chiara Marino e dell'omicido di Mariagela Pezzotta, sarebbe il 'tramite" tra adepti e terzo livello.
Pare che anche il padre di Nicola Sapone fosse in contatto con un'altra setta satanica. Ma la notizia è stata immediatamente smentita. La terrificante vicenda che da giorni interessa la Procura di Busto Arsizio, si colora sempre più di sangue. Ci sarebbe un'organizzazione feroce, un Anticristo, che, in nome di Satana, ha creato una serie di cellule sparse in varie città d'Italia. Le "Bestie di Satana", il gruppo finito in manette per i tre omicidi, e per aver indotto al suicidio altri due giovani, sarebbe soltanto uno dei tanti filamenti della Piovra satanista. Il terzo livello, ovvero il nucleo del potere gestito dall'Anticristo, sarebbe dunque nel mirino degli inquirenti. Si tratta di una o più persone ricche e colte che avrebbero avuto rapporti con un solo componente per ogni cellula. Una specie di tramite tra il vertice e gli adepti. E il procuratore capo di Busto Arsizio, Antonio Pizzi, è deciso ad andare fino in fondo e scovare i mandanti di delitti cosi efferati.
Procuratore, cosa si sa di questo terzo livello a cui varie sette sataniche italiane farebbero capo?
«Per il momento non abbiamo elementi concreti. Indaghiamo anche su altre sparizioni sospette di ragazzi lombardi che potrebbero essere stati vittime della setta. La nostra è una traccia investigativa avuta da indicazioni provenienti dagli arrestati».
Uno di loro, Nicola Sapone, sarebbe quindi il tramite con il terzo livello?
«Sarà lui a decidere quando e se collaborare».
Ma gli altri arrestati, Mario Maccione, Andrea Volpe e Pietro Guerrieri stanno collaborando?
«L'inchiesta è in corso».
Nella setta "Bestie di Satana" c'era un giro sostanzioso di soldi?
«Non risulta. I soldi che venivano chiesti agli adepti servivano per droga e alcol».
Quindi il terzo livello di cosa si "nutriva"? Solo di vittime e in cambio non voleva soldi?
«No comment».
I delitti però non avvenivano durante messe nere o con ritualità simboliche particolari.
«No. In effetti si tratta di esecuzioni. Non sono sacrifici umani. I ragazzi venivano ammazzati perché trasgredivano alle regole del gruppo o volevano uscire dalla setta».
Omicidi fatti in gruppo?
«Diciamo che nella fase preparatoria partecipavano in molti, circa una dozzina, e poi insieme mettevano in pratica il delitto. La partecipazione all'omicidio veniva vista come prova di fedeltà. Andrea Bontade è stato indotto al suicidio perché voleva uscire dalla setta. Si è schiantato con l'auto contro un muro. E anche un altro giovane ha "scelto" di morire impiccandosi ad un traliccio dell'Enel».

dall'inviata Roberta Rizzo