In Italia la svolta spiazza l'Ulivo
ROMA.La svolta c'è. Parola di Silvio Berlusconi che vede una «dèbacle piena» dell'Ulivo, accusa Prodi e Fassino di essere schiavi della sinistra radicale e parla dell'ultima risoluzione Onu come se l'avesse scritta lui: «Comprende tutto ciò su cui noi siamo intervenuti e abbiamo lavorato». La spiegazione non convince i leader del Listone unitario che, nell'attesa di capire se i contenuti della bozza rappresenteranno davvero un cambio di marcia, ricordano che è stato Bush ad avere un ripensamento e assicurano che Berlusconi non può vantare alcun merito. «Facciano autocritica quelli che fino a oggi hanno agito contro l'Onu. Noi», precisa Massimo D'Alema, «abbiamo chiesto che fosse l'Onu a gestire il dopoguerra e non lo si è voluto. Adesso si fa quello che volevamo noi».
Davanti alla possibile svolta il centrosinistra è comunque spiazzato. Dopo aver votato in Parlamento la mozione sul ritiro delle truppe, Piero Fassino chiede che sulla risoluzione ci sia il «voto unanime del Consiglio di sicurezza» e comincia a valutare la possibilità di sganciarsi dalle posizioni di Rifondazione comunista, del Pdci e dei Verdi. Francesco Rutelli ed Enrico Boselli spiegano che se la linea è cambiata, allora è giusto che i militari italiani rimangano. «Nel momento in cui si realizzassero le condizioni chieste, gli italiani dovranno partecipare alla ricostruzione dell'Iraq». «Se il Consiglio di sicurezza deciderà di inviare una forza multinazionale con militari che non appartengono ai paesi che hanno vinto la guerra, smetteremmo di chiedere il ritiro delle truppe». Dalla sinistra dell'Ulivo, invece, arriva l'altolà ad ogni ipotesi di ripensamento. (g.r.)