Il fisco migliora grazie all'Iva
MILANO. Aumentano le entrate fiscali. Lo comunica il ministero dell'Economia spiegando il dato come un segnale della ripresa economica. Stando al ministero guidato da Tremonti, infatti, le entrate dai condoni fiscali sono quasi esaurite.
La ripresa fa sentire i suoi effetti invece con un forte aumento (+6,3% ad aprile) dell'Iva, da sempre considerata un sensibile termometro della congiuntura. Da gennaio ad aprile - secondo i dati del Tesoro - il Fisco ha incassato 93.199 milioni, con un incremento del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2003. Per quanto riguarda le altre imposte, nei primi quattro mesi dell'anno si registra un aumento dell'Irpef del 3,7% e un vero e proprio crollo degli incassi sull'Irpeg che scende del 35,5%.
Le tasse tagliate?I nuovi dati alimentano altre polemiche sull'ipotesi, ventilata da Berlusconi, di tagliare le tasse dopo il voto delle Europee. «Non ci sarà il taglio delle tasse ma una stangata», dice il presidente della Margherita, Francesco Rutelli. «Il governo annaspa sulla manovra correttiva e, invece, aveva aperto questa campagna elettorale parlando della riduzione delle tasse», spiega Enrico Letta. Che una 'manovra corettiva" vada fatta lo dice anche un uomo del governo, il sottosegretario all'Economia Gian Luigi Magri. «Però - aggiunge - la situazione è sotto controllo».
Nord-Ovest in crisi.Il Nord-Ovest è in recessione, a trainare l'economia sono le regioni del Centro Italia mentre cresce il prodotto interno lordo anche nel Mezzogiorno. Insomma, si riduce il divario fra Nord e Sud. Lo dice l'Istat che ieri ha diffuso una prima stima dei 'conti economici territoriali" relativi alla crescita economica nel 2003. I dati sono abbastanza sorprendenti perchè indicano in rallentamento le regioni del Nord-Ovest, da sempre considerate il motore dell'economia italiana. Il Pil, in queste regioni, ha mostrato un calo dello 0,3% rispetto al 2002. La colpa viene attribuita soprattutto alle difficoltà dell'industria (ma è vistoso anche il calo dell'agricoltura). Invece il Sud conferma, come nell'anno passato, una crescita dello 0,4%. Si tratta di una percentuale sempre troppo bassa, dicono gli esperti, che infatti non riesce a creare posti di lavoro. L'area del Paese con maggior crescita è il Centro: il Pil è cresciuto dello 0,7% e l'occupazione è aumentata dell'1%. Nelle regioni centrali, però, si assiste a un vero crollo dell'attività agricola (-12%). L'agricoltura va malissimo anche nel Nord-Est (-10,6%) ma in quella zona (che per l'Istat comprende l'Emilia-Romagna) è in crescita l'industria, tanto che il Pil aumenta dello 0,4%.