Deciso a sgomberare gli insediamenti Sharon licenzia due ministri di destra

TEL AVIV. Determinato a realizzare 'entro la fine del 2005" il disimpegno da Gaza il premier Ariel Sharon (Likud) si è disimpegnato dalla destra radicale licenziando due ministri del partito Unione nazionale, rei di opporsi in principio allo sgombero degli insediament2. Le lettere di rimozione sono state inviate al ministro dei trasporti Avigdor Lieberman e al ministro del turismo Beny Elon. La prima è stata recapitata all'interessato ed entrerà in vigore domenica mattina. Elon, invece, è riuscito a far perdere le proprie tracce e domenica intende ingaggiare battaglia quando Sharon tornerà a discutere al governo i suoi progetti di sgombero da Gaza degli ottomila coloni che vi abitano. Sharon - che nei giorni scorsi aveva constatato di avere al governo 11 voti favorevoli al suo progetto e 12 contrari - è stato costretto a licenziare i due ministri di estrema destra per poter strappare comunque un voto positivo.
Ma in questo modo, secondo numerosi osservatori, ha innescato un meccanismo che rischia presto di privarlo della maggioranza in parlamento e di bloccare comunque il ritiro da Gaza.
Finora alla Knesset Sharon disponeva di 68 seggi su 120: 40 del Likud, 15 dei centristi di Shinui, 7 di Unione Nazionale e 6 del Partito nazional-religioso (Pnl). Il leader del partito, Efraim Eitam, ha criticato oggi il licenziamento di Lieberman e di Elon ("un atto anti-democratico, immorale") e ha minacciato di portare la sua lista all'opposizione.
Collaboratori del premier cercano adesso di convincere alcuni deputati del Pnl di restare malgrado tutto nella coalizione.
Intanto dal partito laburista di Shimon Peres (21 seggi) giungono segnali distensivi verso Sharon. Ancora non si parla di un governo congiunto, ma i laburisti sono pronti a garantirgli una 'rete protettiva" in parlamento. La giornata politica ha assunto una imprevista svolta comica quando i due ministri di Unione Nazionale si sono rifiutati di recarsi da Sharon per farsi licenziare. Lieberman ha fatto sapere al premier di essere 'troppo occupato": ma collaboratori di Sharon lo hanno facilmente rintracciato mentre faceva ginnastica nella palestra di un grande albergo di Gerusalemme.
Elon si è lasciato incautamente sorprendere da una telefonata di Sharon sul suo telefonino. Ma quando il premier lo ha informato che era licenziato, il ministro ha replicato di non essere proprio certo di aver riconosciuto la sua voce. Pertanto ha chiesto di vedere la lettera di dimissioni.
Nel frattempo Elon ha avuto cura di far perdere le proprie tracce. Nel tardo pomeriggio è stato localizzato nella colonia di Netzarim (presso Gaza): uno degli insediamenti che dovrebbero essere sgomberati per primi. Nell'imminenza del riposo sabbatico, i corrieri di Sharon hanno dovuto rinunciare a consegnargli lo scottante documento.
Nei commenti della stampa viene sottolineato che in questi mesi Sharon ha completato una rottura dalla destra ideologica, di cui era stato per decenni uno dei maggiori esponenti. E nei sondaggi di opinione la sua nuova linea politica trova consensi massicci proprio a sinistra: fra i laburisti, e anche nel Meretz (Yahad) di Yossi Beilin. Altri rilevano che licenziando Lieberman ed Elon, 'Sharon si sfoga sulla vicina di casa, non potendo rifarsela direttamente su sua moglie". E la 'moglie", in questa analogia, sono: Benyamin Netanyahu (finanze), Limor Livnat (istruzione) e Silvan Shalom (esteri).