Caso Glaxo, parla l'informatore pavese

PAVIA. «Ho saputo della vicenda solo leggendo il mio nome sui giornali: di essere, in qualche modo, coinvolto in questa storia davvero non me lo aspettavo...». Sembra sinceramente sorpreso Salvatore Romeo, cinquantadue anni, l'informatore scientifico pavese, capo area della «Glaxo» per la Lombardia, sul quale, a quanto pare dai primi atti resi noti, la Guarda di Finanza sta svolgendo accertamenti. Su di lui e, s'intende, su altre quattromila persone. «Vedere il mio nome non mi ha fatto arrabbiare, mi ha amareggiato perché ormai da ventotto anni lavoro nel settore».
«E da ventotto anni collaboro con il Policlinico San Matteo con la massima e reciproca soddisfazione. E, sia chiaro, nella assoluta correttezza. Prima o poi qualcuno dovrà rispondere di tutto questo gettare fango...».
Sotto il profilo giudiziario Salvatore Romeo non risulta neppure indagato: infatti, la Guardia di Finanza sta svolgendo indagini senza una precisa notizia di reato e solo in seguito, se le singole procure competenti lo riterranno necessario, si aprirà una formale inchiesta con tanto di avvisi di garanzia. Insomma, Salvatore Romeo non saprebbe neppure da quali eventuali accuse difendersi. Ed è anche per questo che non vuole parlare degli aspetti affrontati in questi mesi dagli organi di informazione, limitandosi a queste poche dichiarazioni in presenza del suo legale, l'avvocato Dino Cristiani.
Ciò detto, resta il fatto che l'inchiesta - a livello nazionale - sulle presunte tangenti pagate dalla Glaxo ai medici di tutta Italia, ha coinvolto anche Pavia. Il nome del Policlinico San Matteo era, secondo le indiscrezioni, legato alla specialità di oncologia. Nessun dato certo, ma immediatamente il commissario straordinario Giovanni Azzaretti e la direttrice sanitaria, Luigina Zambianchi, si erano mossi per difendere l'immagine dell'ente. Questo era avvenuto in due modi diversi: bloccando gli ordini di acquisto dei prodotti Glaxo (pur garantendo la continuità terapeutica) e avviando un'indagine interna su tutte le forniture di farmaci. Al momento l'indagine è ancora in corso, ma secondo la stessa Zambianchi non sarebbero emersi elementi «anomali». Nei prossimi giorni, conclusi i controlli, le normali forniture potrebbero riprendere.
«Dal nostro punto di vista - hanno commentato ieri dalla Glaxo - ci dispiace molto di questa sospensione, ma è evidente che il Policlinico San Matteo è assolutamente libero di comportarsi come meglio ritiene e di scegliere il fornitore. Noi speriamo, evidentemente, che i rapporti tornino al più preso alla normalità e che la vicenda venga chiarita». «Fin dal febbraio 2003 GlaxoSmithKline (GSK) - viene anche fatto notare - ha fattivamente collaborato con le autorità affinché le indagini potessero svolgersi con la massima rapidità ed efficacia, cosi come riconosciuto anche dalla stessa Guardia di Finanza. Ci auguriamo di poter avere specifica conoscenza degli addebiti che ci sono mossi per poter fare quanto prima compiuta chiarezza sulla vicenda». Glaxo, comunque, ribadisce che: 1) non ha mai rilasciato dichiarazioni fraudolente in materia fiscale, avendo sempre rispettato la disciplina in materia; 2) nei rapporti con la classe medica sono state date disposizioni e si sono tenuti comportamenti tali da fare escludere un fenomeno generalizzato di comparaggio o corruttivo; 3) sono stati tempestivamente attuati gli adempimenti previsti dalla legge 231/01.
Sulla vicenda anche i medici pavesi erano stati prudenti: «Prima di fare illazioni - aveva commentato il professor Giorgio Rondini, presidente dell'Ordine dei Medici della provincia -, anche da parte nostra, bisogna sapere se il pubblico ministero chiederà o meno il rinvio a giudizio dei professionisti denunciati dalla Guardia di Finanza».