«Ingresso vietato ai cavalli nel Parco della Vernavola»
PAVIA.I cavalli devono restare fuori dal Parco della Vernavola. A chiederlo è il quartiere Pavia Nord che ha approvato un documento con il quale chiede al sindaco Albergati di emettere un'ordinanza urgente che vieti per motivi di sicurezza l'uso dei cavalli nei percorsi del Parco. La circoscrizione già da tempo aveva ricevuto segnalazioni da parte di alcuni cittadini che abitualmente frequentano il Parco ed avevano notato situazioni di pericolo. Alcuni clienti del maneggio che si trova nel Parco hanno infatti l'abitudine di andare a cavallo lungo i sentieri destinati ai pedoni e ai ciclisti. Ma se fino a pochi giorni fa quella segnalata era una semplice preoccupazione ora ad accelerare la richiesta di un'ordinanza al sindaco è intervenuto un fatto molto grave avvenuto nel giorno della Festa della Vernavola. Due cittadini sono stati travolti da cavalli lanciati al galoppo: una delle persone investite è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso del San Matteo. Il consiglio circoscrizionale, guidato da Gabriele Roveda, non vuole sottovalutare l'episodio; per questo alcune sere fa si è riunito e con voto unanime si è espresso perché il Comune intervenga affinché la frequentazione del Parco sia sicura per tutti. «Il problema - spiega il presidente - non è solo legato ai cavalli. Anche l'uso delle mountain bike dovrebbe essere conforme alle caratteristiche in cui ci si trova. Invece, sta diventando sempre più frequente l'abitudine di percorrere i sentieri ad alta velocità, mettendo a rischio la sicurezza di bambini, ragazzi e anziani. Ovvero dei più assidui frequentatori del Parco». Pavia Nord aveva già segnalato il problema all'amministrazione, chiedendo da un lato la progettazione di percorsi alternativi riservati agli amanti dell'equitazione, dall'altro maggiori controlli per evitare il ripetersi di comportamenti lesivi della sicurezza che un ambiente naturale come il Parco della Vernavola dovrebbe garantire a tutti i cittadini. «Il Comune deve intervenire al più presto - conclude Roveda - perché siamo davanti a un problema di salvaguardia dell'incolumità pubblica e di vivibilità di un'area molto importante della nostra città». Cartelli ben visibili, agli ingressi del Parco, potrebbero ricordare agli utenti le regole più elementari di convivenza e il rispetto di uno spazio che appartiene a tutti.
Raffaella Costa