Torrevecchia e Marzano hanno raggiunto l'accordo per migliorare i servizi

TORREVECCHIA PIA. «Nessuno vuole sopprimere i Comuni, che sono e rimangono la struttura portante dell'autogoverno delle nostre comunità. Istituire l'Unione non significa eliminare i singoli enti per crearne uno più grande». Antonio Esposito e Giancarlo Clerici, sindaci di Torrevecchia Pia e Marzano, hanno ribadito con forza questo concetto nel corso di una conferenza stampa convocata per presentare il nuovo soggetto giuridico amministrativo.
Un'affermazione destinata a spazzar via lo scetticismo che ancora regna in una fetta delle rispettive cittadinanze attorno a questa operazione. Una diffidenza che le due Amministrazioni contano di eliminare man mano che verranno realizzate le linee programmatiche (in primo luogo i servizi nell'area del sociale e la polizia municipale associata) e si attueranno le prime iniziative culturali (nel week-end è in programma la rassegna «Le terre del riso»). «Ciò premesso - sottolinea la nota stampa diffusa - è opportuno analizzare cos'è in pratica l'Unione dei Comuni. In primo luogo si tratta di migliorare l'efficienza dei servizi e cioè dotarsi di figure professionali qualificate, piante organiche idonee, strutture amministrative in grado di rispondere alle complesse esigenze di una società in progresso e apparati che sappiano essere propositivi sul versante della semplificazione amministrativa e della trasparenza».
E ancora: «Questo è indubbiamente un percorso lungo e delicato ma va necessariamente intrapreso. Non è concepibile che in due Comuni distanti fra loro solo 4-5 chilometri gli stessi servizi siano organizzati secondo criteri diversi».
Questi primi mesi di rodaggio ed assemblaggio nell'organizzazione dei servizi saranno dedicati anche alla definizione delle strategie per razionalizzare le spese, altro pilastro della politica economico gestionele che l'ente è chiamato a intraprendere.
«Questo non significa certo spendere meno - continuano Esposito e Clerici - ma spendere meglio in un'ottica di analisi precisa e puntuale delle relazioni costi-benefici. Monitorare, controllare e ponderare le spese è un obbligo per non vedersi costretti ad incrementare le entrate con l'aumento della tassazione locale». Prosegue la nota: «Da questo punto di vista l'Unione si presenta come un ente indispensabile alla ristrutturazione e riqualificazione dei servizi che i consigli comunali riterranno più adattti ad una gestione sopracomunale da preferirsi ad una municipalistica. Partecipare a ripartizioni di finanziamenti e rappresentare due comunità e 4 mila abitanti, avrà certamente più potere contrattuale o maggior peso al tavolo negoziale».
Gianluca Stroppa