«Musica e poesia», la quinta al lavoro

PAVIA.«Musica e poesia» è il risultato di una serie di esperienze didattiche che i bambini della classe V B della scuola elementare Pascoli hanno acquisito nel corso dell'anno scolastico.
Durante questo percorso, gli alunni hanno sperimentato varie abilità espressive nell'ambito della gestualità, dell'educazione all'immagine, del linguaggio poetico, nonché della tecnica strumentale del flauto dolce. Ne è nato dunque uno spettacolo teatrale, che ha consentito ai bambini di esprimere sentimenti ed idee in modi apparentemente molto diversi tra loro, eppure accomunati dallo stesso percorso logico e di apprendimento. L'idea di «Musica e poesia» è partita dallo studio dei vari generi di poesia presenti nella tradizione letteraria italiana, anche attraverso l'uso di tecniche differenti da quelle tradizionali, come l'acrostico, la manipolazione di poesie d'autore, per giungere infine alla produzione di testi poetici individuali e di gruppo. In un secondo momento, questi testi, prodotti esclusivamente dai bambini durante il lavoro in classe, cosi come alcune poesie d'autore, sono stati incisi, con la collaborazione di un attore di teatro e di un esperto di dizione. Questo per consentire agli alunni, attraverso l'ascolto delle tracce di classe, di scoprire i «segreti» dell'espressività vocale. A questo lavoro di recitazione dei testi poetici, sono state successivamente abbinate anche le tecniche del mimo e delle ombre cinesi, in modo da creare anche un legame visivo tra la recitazione dei testi e l'espressività dei gesti e degli sguardi. In questo contesto vocale e visivo, l'uso della lavagna luminosa ha consentito inoltre di evocare le immagini poetiche, anche attraverso il disegno simultaneo alla recitazione stessa. Il connubio tra musica e poesia ha trovato poi un'evoluzione decisiva anche attraverso la danza: l'espressività dei corpi attravreso il movimento correlato alla musica, ha infatti permesso ai bambini di estendere anche utilizzando questo tipo di linguaggio, le loro sensazioni più profonde.
Le insegnanti di classe Rosella Baroni e Simonetta Boschini