La Lega attacca i «poteri forti» Accuse a Fazio e Montezemolo

ROMA. Il giorno dopo il sofferto «ritorno» di Bossi, si riapre lo scontro nella Casa delle libertà fra la Lega da una parte, e Udc e An dall'altra. A dividere falchi e colombe del centrodestra sono questa volta Luca Cordero di Montezemolo e Antonio Fazio, attaccati dalla Lega e difesi da An e Udc, con Forza Italia che esita a prender posizione. Marco Follini, in un'intervista sostiene di ritenere «condivisibili» molte delle dichiarazioni dei giorni scorsi del presidente di Fiat e Confindustria e del Governatore di Bankitalia.
Il primo aveva chiesto al governo di tornare al metodo della concertazione con i sindacati e invitato alla cautela sulla devolution, il secondo aveva gettato l'allarme sullo stato dell'economia e dei nostri conti pubblici che vanno decisamente male.
Ma il segretario dell'Udc invita soprattutto il centrodestra a non «consegnare all'opposizione» Montezemolo e Fazio.
«Io non sono d'accordo», gli ribatte Roberto Calderoli. Meglio evitare di parlare con chi, «occupando ben precisi ruoli, li utilizza per fare politica per conto dell'opposizione e a danno del governo».
Ancora più duro Roberto Maroni che rispolvera addirittura la tesi del «complotto» per far cadere il governo. La proposta di Follini, sostiene infatti, è la «riedizione di chi già un anno fa tentò di mettere Berlusconi fuori combattimento», cambiando gli assetti della maggioranza per far nascere un «governo del presidente che blocchi il processo federalista e riporti tutto nelle mani di Roma Padrona».
Un fuoco di sbarramento che si estende subito anche alle richieste già avanzate da An e Udc per un rimpasto di governo immediatamente dopo le prossime elezioni.
«Dopo l'uscita di Follini», sostiene infatti il ministro leghista, si rinforza in noi la convinzione che questi sono «l'unica maggioranza, l'unico governo» che possano completare il processo di riforme. La conclusione è un nuovo attacco a Montezemolo e Fazio: «La Lega non è disponibile a soluzioni di palazzo gestite dalla solite consorterie, anche se si presentano con facce nuove».
An al contrario si schiera con Follini.
Lo stesso Gianfranco Fini sottoscrive il rilancio di Montezemolo della concertazione (anche se specifica di preferire il termine «dialogo»).
E spedisce anzi un messaggio a Tremonti e allo stesso Maroni: spero che quella che è sempre stata la posizione di An sia assunta anche «da tutti i colleghi di governo». E c'è chi va anche più in là, come Riccardo Pedrizzi, presidente della Commissione Finanze del Senato, che chiede in sostanza una correzione di rotta.
I discorsi di Montezemolo e Fazio, sostiene infatti, segnano «la nascita di un asse che, indubbiamente, apre degli scenari nuovi.
E di ciò la Casa delle libertà non può non tener conto, agendo di conseguenza». Se ne parlerà dopo le elezioni.(a.p.)