«Riaprite gli ambulatori dei medici»

CERGNAGO. Scoppia il caso dei medici di base: dopo che l'Asl ha chiuso i due ambulatori comunali, perché gestiti da medici provenienti da altri ambiti sanitari, il Comune ha indetto una riunione pubblica e avviato una raccolta di firme fra la popolazione. «Vogliamo un medico di base per il nostro ambulatorio: l'Asl deve intervenire per risolvere il problema, sentito soprattutto dagli anziani». La vicenda si trascina ormai da qualche mese, ma è solo in questi giorni che si è amplificata, dopo che il sindaco Simone Bagnoli ha indetto una riunione «I cergnaghesi hanno ribadito un concetto: pretendono che l'ambulatorio sia riaperto e che le visite siano effettuate non più solo a domicilio, come succede ora», afferma Bagnoli.
«E' chiaro che i disagi si ripercuotono soprattutto sulle persone anziane, che non possono spostarsi fuori paese», dice il sindaco.
La vicenda ha origini lontane. Da anni a Cergnago operano tre medici di base (Gerolamo Zanacco, Marco Montagna e Edoardo Razzini), che però, esercitando al di fuori dell'ambito Asl in cui sono iscritti, non hanno quindi diritto ad aprire un ambulatorio a Cergnago, che ricade nella zona Asl di Candia.
Fino a qualche mese fa due medici utilizzavano gli ambulatori comunali di via Garibaldi, ma l'Asl ha fatto leva su una norma che vieta di esercitare al di fuori del proprio ambito. Dopo l'invio di una lettera di diffida, i medici sono stati costretti a operare con mutuati in deroga, cioè a domicilio e non più in ambulatorio. «A dire la verità le lamentele non sono state eccessive, ma comunque il Comune chiede formalmente che l'Asl intervenga per porre fine a questa situazione transitoria», aggiunge il sindaco Bagnoli.
Quindi, l'altra sera la popolazione si è data appuntamento in via Vittorio Emanuele II per affrontare il problema. «L'esigenza di avere a disposizione almeno un ambulatorio è emersa con chiarezza dai cittadini - specifica Bagnoli -. Bisogna anche valutare il fatto che da più di dieci anni Zanacco e Razzini versano un affitto, sia pure simbolico, per l'utilizzo degli ambulatori: devono pagarlo anche se non esercitano più fra quelle mura?»
A supporto dell'orientamento della cittadinanza, il comune ha lanciato una raccolta di firme da inviare all'Asl e in Regione.
«Non voglio sentire parlare di inviare 500 anziani e invalidi a Mortara: sarebbe giusto che gli 800 abitanti di Cergnago potessero disporre di un medico di base unico - conclude -. Qualcuno ha proposto di aprire un contenzioso con l'Asl facendo ricorso al Tar: non credo che si debba arrivare a questi estremi, ma l'Asl deve in ogni caso farsi carico del problema».
Umberto De Agostino