L'emozione del popolo leghista

ROMA.Il «ritorno» di Bossi commuove il popolo leghista che assalta i centralini di radio Padania chiedendo che venga ritrasmesso perchè alle 15 «da noi si lavora», ed è accolto con soddisfazione da tutto il mondo politico. Una tantum concorde nell'augurare al leader una pronta e definitiva guarigione. Con una sola voce fuori coro, quella di Ignazio La Russa. «Mi aspettavo qualcosa di più un filmato o una sua presenza a Pontida», dichiara il coordinatore di An, «mi auguro che possa ritornare presto a fare politica concretamente», aggiunge.
La Russa è corretto da Gianfranco Fini. «Esprimo soddisfazione per il fatto che Bossi sia in procinto di tornare sulla scena politica nazionale: ora avremo un interlocutore unico e sarà più agevole affrontare in modo unitario i problemi del paese», assicura il vicepremier che evidentemente preferisce polemizzare con i leader leghista che affrontare i suoi colonnelli. Ecumenico il presidente della Camera. «Sono contento perchè Bossi appartiene a questa Camera ed è un protagonista della politica e mi auguro che torni presto tra di noi perchè la sua presenza è importante per la vita poltica, per il suo partito e per i suoi elettori», è il commento di Pierferdinando Casini al messaggio di Bossi. «E' mancato molto a tutta la Cdl», ammette la forzista Isabella Bortolini, lodando la «fedeltà» di Bossi a Silvio Berlusconi. Un altro forzista, Sandro Bondi, tenta l'analisi epistemologica del messaggio. «Avverto una forte passione politica e un forte attaccamento al popolo della Lega», dice il coordinatore azzurro.
«Questo è uno dei momenti in cui si capisce che la politica è una cosa alta e nobile, passione, umaninità, rapporto con la gente: ci ammonisce e ci ricorda il valore dell'uomo, al di là della fede politica, un uomo che esprime sofferenza fisica e morale». Al solito caustico il senatore a vita Giulio Andreotti che ricorre a un passo della Bibbia per salutare il ritorno del senatur: «Non voglio la morte del peccatore ma che si converta e viva».
Guai a strumentalizzare una malattia a fini elettorali, avverte Luca Volontè il capogruppo dell'Udc a Montecitorio. Volontè si dichiara sollevato dalla notizia del miglioramento del ministro per le Riforme ma ricorda i «non pochi contrasti» avuti in passato con l'allealto di governo. E chiede: «Niente strumentalizzazioni: lo chiedo per il rispetto e la dignità che si deve a chi soffre».
Dall'opposizione Enrico Letta considera del tutto «naturale» che la Lega abbia rinviato l'appuntamento di Pontida. «La Lega è Bossi, senza Bossi non ha futuro: lo si è visto anche in questi mesi in cui c'è stato un chiaro sbandamento sulle questioni e una incapacità di dare indicazioni di governo serie», dichiara Letta, esponente della Margherita e candidato della Lista Prodi. «Solidarietà sul piano personale per una persona malata ma totale indifferenza su quello politico» è il gelido commento di Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani.(m.b.)