Bomba in moschea, 13 morti a Karachi

KARACHI.Almeno 13 persone sono morte e una trentina sono rimaste ferite in un attentato a Karachi, la più popolosa città del Pakistan, dove una bomba è esplosa ieri all'interno di una moschea sciita affollata di fedeli durante la preghiera serale. L'attentato è visto come una ritorsione dopo l'assassinio, avvenuto l'altroieri sempre a Karachi, di un alto esponente religioso sunnita, il Mufti Nizamuddin Shamzai. Quest'ultimo era un predicatore radicale, che non aveva mai nascosto le sue simpatie per i taleban e incitava alla «guerra santa» contro gli Stati Uniti. Il governatore della provincia di Sindh - di cui Karachi è il capoluogo - Ishratul Ibad, è stato costretto a lanciare un invito televisivo alla calma e migliaia di poliziotti erano stati schierati a protezione dei luoghi di culto per arginare nuove violenze. L'espediente non è però servito ad evitare la nuova strage nella moschea sciita, che sorge a circa un chilometro dal punto dove ieri è stato ucciso a colpi di pistola il sunnita Shamzai. Il Pakistan è un paese musulmano al 97 per cento e gli sciiti, in minoranza, rappresentano circa il 15 per cento. Nel paese operano diversi gruppi armati che fanno capo ai due campi confessionali e che si danno battaglia senza esclusione di colpi.