Roma blindata, ma si potrà manifestare
ROMA. Nessun divieto a manifestare il 4 giugno quando Roma sarà superblindata per l'arrivo di George W. Bush invitato dal premier Silvio Berlusconi a festeggiare il sessantesimo anniversario della liberazione della capitale dal nazifascismo. Lo ha deciso il Comitato per l'ordine e la sicurezza nazionale convocato dal ministro dell'interno Giuseppe Pisanu al Viminale. Saranno questore e prefetto, secondo un modello consolidato, a decidere il come e il dove consentire le proteste.
E il come e il dove schierare le imponenti forze di polizia messe a disposizione dalla città.
Il via libera del Viminale, infatti, è subordinato a molte limitazioni. Intanto i cieli. Sorvoli vietati sia in occasione della parata militare di domani, 2 giugno, che delle celebrazioni capitoline del 4 giugno. Se la decisione per domani è comprensibile e giustificata dal traffico aereo che insisterà sulla città, desta qualche preoccupazione quella presa per venerdi. Le due cautele sono infatti di segno diverso. Domani, nei cieli di Roma, compiranno le loro evoluzioni le Frecce tricolori e voleranno ad alta e a bassa quota aerei ed elicotteri militari per affiancarsi ai reparti chiamati a sfilare su via dei Fori imperiali. Venerdi il divieto di sorvolo è in pura funzione antiterrorismo cosi come molte altre misure a cominciare dal segreto imposto, e chiesto dagli americani, sul luogo di atterraggio dell'Air Force One statunitense.
Altre misure di sicurezza di carattere generale riguardano l'ambasciata americana in via Veneto, la residenza dell'ambasciatore Usa, le stazioni e i percorsi della metropolitana oltre che l'intero percorso del corteo di Bush. Comune di Roma e Ama, l'azienda di raccolta dei rifiuti, sono stati già attivati per la bonifica della rete fognaria e per piombare tombini e cassonetti dei rifiuti.
Qualche polemica susciterà la decisione, annunciata dal ministro Pisanu, di convogliare su Roma «un ulteriore contingente di forze di polizia». I rinforzi saranno su piazza sia domani che venerdi. Basta questo a preoccupare le forze politiche più vicine al movimento pacifista. Il deputato dei Verdi Paolo Cento chiede di essere rassicurato «contro il timore che venga rispolverato e rimesso in azione il reparto della Celere appositamente costituito in occasione del G8 di Genova».
L'incubo G8 raffredda il sangue nelle vene da una parte e dall'altra. Al Viminale è stato il capo della polizia Gianni De Gennaro a introdurre la riunione del Comitato riferendo sullo stato dell'arte degli umori della piazza. Nel movimento sono i portavoce della Tavola della pace a raccomandarsi di fare della visita di Bush, comunque «non gradita», un'occasione «per una riflessione sul mondo che ci circonda, sulla pace, sui diritti umani». Un modo complicato per dire: niente violenza, manifestazioni impostate secondo criteri di civiltà, impegno a «votare il 12 e il 13 giugno persone decise a mettere la pace al centro della politica».