Rivolta degli immigrati al centro di Milano

MILANO.Uno sciopero della fame contro la legge Bossi-Fini è degenerato in una violenta protesta che si è conclusa con l'arresto di 19 immigrati. E' accaduto venerdi sera al Centro di permanenza temporanea di via Corelli, a Milano, dove alcuni immigrati nordafricani in attesa di essere rimpatriati, dopo aver annunciato che avrebbero rifiutato il pasto serale hanno cominciato a danneggiare la struttura, a lanciare oggetti e a insultare la polizia chiamata per riportare l'ordine. La protesta è montata poco prima delle 20, dopo che il personale della Croce Rossa Italiana addetto all'accoglienza degli immigrati in transito aveva servito la cena. Un gruppo ha annunciato lo sciopero della fame per protesta contro la legge Bossi-Fini, come ha spiegato Alberto Bruno, commissario provinciale della Croce rossa. Da li è iniziata una mezz'ora di forte tensione. Secondo una prima ricostruzione, in uno dei cortili della struttura alcuni immigrati hanno intimidito i loro compagni, minacciandoli di picchiarli se avessero mangiato il cibo servito. Poi la protesta si è estesa alle varie ali del centro, con danneggiamenti ai vari edifici: i nordafricani, almeno una ventina (marocchini, algerini, libici, egiziani e tunisini) hanno divelto tavolini e seggiole delle sale mensa e i rubinetti nei bagni, hanno scardinato porte e rotto i vetri delle finestre. Vetri che insieme ad altri oggetti, come pezzi di ferro e di stipiti, sono stati lanciati contro gli agenti intervenuti. Gli stessi investigatori hanno definito violenta la sollevazione, osservando che senza un intervento tempestivo delle forze dell'ordine avrebbe potuto avere «serie conseguenze». Due immigrati, probabilmente a scopo dimostrativo, si sono tagliuzzati in alcune parti del corpo. Altri due sono saliti sul tetto di una delle ali del centro; uno è scivolato e caduto al suolo, ma senza danni particolarmente gravi. Tre agenti nel parapiglia sono rimasti lievemente contusi. Mentre quattro dei 19 immigrati subito arrestati sono già stati scarcerati, per gli altri 15 il pm Claudio Gittardi ha chiesto la convalida dell'arresto con le accuse di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni.