Una difesa militare in mare impedisce lo sbarco da Silvio


PORTO ROTONDO. Nove motovedette, un gommone veloce, sub sott'acqua, due elicotteri in volo e, a terra, decine di poliziotti e carabinieri. Tutto per proteggere un segreto di Stato che non è più un segreto, ammesso che lo sia stato: il porto nella roccia in costruzione alla Certosa, la maxivilla di Silvio Berlusconi. Gianni Nieddu per la seconda volta non ha potuto sbarcare a Punta Lada.
Il senatore dell'Ulivo sapeva che era una missione impossibile, ma non immaginava di trovare uno schieramento di forze dell'ordine tanto impressionante. Il cantiere segreto di Punta Lada è ormai uno dei posti più conosciuti d'Italia: giornali e tivù hanno mostrato più volte le immagini. Che segreto è, ormai? Come non è un segreto che la Certosa si sta arricchendo di un anfiteatro. Eppure l'annuncio di un nuovo tentativo di sbarco sulla costa (demanio statale) ha provocato uno spiegamento di mezzi e uomini mai visto.
Deve esserci stata un po' di delusione, ieri mattina, quando a Porto Marana si è presentata la delegazione che (in teoria) avrebbe dovuto tentare la missione impossibile: una dozzina di persone a bordo di tre gommoni presi a noleggio. Sul gommone con Gianni Nieddu ci sono anche i giornalisti e addirittura due poliziotti della Digos. Un altro poliziotto, con videocamera, sale sul gommone che trasporta fotografi e operatori tivù. Un elicottero riprende la scena dall'alto. Mai una missione cosi numericamente ridotta deve aver avuto tanta attenzione. All'uscita del porto, di fronte, schierate in fila a proteggere la costa che bagna i 50 ettari del premier, le motovedette. Una decina.
Il pilota del gommone dà un po' di gas per provare il motore e dall'altra parte si allarmano. Suona una sirena. Nieddu chiede di potersi avvicinare alla motovedetta della polizia che ha il comando dell'operazione. A bordo c'è Annamaria Savoia, dirigente del commissariato di Olbia. Nieddu esibisce il tesserino da senatore. Il dialogo è veloce, convenzionale. Sembra una recita. Non si passa, non passa neanche un parlamentare, c'è un'ordinanza della capitaneria di porto. Lo «sbarco» fallisce, restano i dubbi sulla Certosa.

Antonello Sechi