Clima teso alla «Maugeri»: un volantinaggio avviserà dei possibili futuri disagi
MONTESCANO. Lo stato di agitazione resta, ma con l'assemblea in programma lunedi 31 maggio, in assenza di fatti nuovi e soprattutto concreti come chiedono le rappresentanze sindacali di base, potrebbero scattare forme di protesta più evidenti, con possibili disagi, soprattutto per l'utenza esterna. La vertenza aperta, riguarda i dipendenti del centro di Montescano della Fondazione Maugeri anche se, secondo i rappresentanti sindacali, preoccupa l'intera struttura, ma anche gli altri centri della zona.
Altrove, Pavia compresa, per ora non ci sono analoghe prese di posizione, ma i rappresentanti sindacali di Montescano, all'unisono ovvero tutte le sigle, comprese quelle autonome, segnalano: «La risposta fornita dal consiglio d'amministrazione della Fondazione in base alla quale l'applicazione del nuovo contratto di lavoro siglato il 19 aprile scorso è subordinata a quando la Fondazione disporrà di un'adeguata liquidità, non può che provocare un serio e giustificato allarmismo. Fino a poco tempo fa situazioni del genere non erano neppure lontanamente pensabili, adesso c'è davvero da preoccuparsi. E per tale motivo, aggiungono i rappresentanti sindacali, è legittimo ed urgente che ci siano spiegazioni da parte della Fondazione e chiarimenti sui bilanci». Insomma c'è il timore, diffuso soprattutto a Montescano, che ci siano difficoltà di gestione.
C'è chi azzarda l'ipotesi di una situazione contingente difficile dovuta ai tagli alla spesa sanitaria che potrebbero avere avuto seri riflessi anche sui bilanci della Fondazione Maugeri che è una struttura, con più centri, onlus ovvero di assistenza. «Sino ad ora sono stati garantiti al cento per cento tutti i servizi - segnalano i rappresentanti sindacali di Montescano - a questo punto attiveremo un volantinaggio per informare l'utenza sulle ragioni della nostra protesta e sui possibili disservizi che potrebbero determinarsi e che non sono imputabili alla nostra volontà. L'impegno a tutti i livelli, infatti, è sempre stato enorme e non è mai venuto meno, ma ora chiediamo che venga applicato, come peraltro è avvenuto in altre strutture sanitarie, il contratto di lavoro».
Pierangela Ravizza