«Gibo» scocciato Cunego esulta
BORMIO 2000.Simoni fa... il Cipollini e lascia i cronisti con un palmo di naso. Cunego si fionda sotto una doccia bollente, non prima di aver fatto il proprio dovere all'antidoping. In cuor suo, sa di aver vinto tappa e Giro. Ma tiene ancora i piedi... sui pedali. Oggi Mortirolo e Presolana. Quattro vittorie di tappa (e oggi si vedrà, mica è finita), otto giorni in maglia rosa, non si può certo dire che Simba Cunego, alla tenera età di 22 anni (quasi 23) abbia arraffato questo Giro. «Ha davvero girato la bici e se n'è andato? Non lo so, non l'ho ancora visto. Ma ci vedremo in hotel», dice Cunego del capitano (ex?). E quando gli chiedi cos'avrebbe fatto se Simoni avesse preso un grande vantaggio nel suo tentativo di fuga, gigioneggia: «Intanto avrebbe vinto la tappa. Si vede che non era destino. Lui comunque, secondo i programmi, scattava per recuperare posizioni in classifica, e c'è riuscito. Se ho provato a tirargli la volata? No, si era deciso di fare attaccare Simoni per il podio, ma per la volata, viste le mie caratteristiche, la squadra aveva puntato su di me». Giro finito? «No, non ci credo. Ci sono ancora due tappe e quella di domani è la più dura, con il Mortirolo e la Presolana. Non sono salite da scherzarci. Diciamo che la conquista del Giro è più vicina». E sul riaggancio del capitano in fuga è laconico: «Dovevo tenere la ruota di Honchar, e poi c'era un Cioni stupefacente, in corsa. Mi sono limitato a seguirli». Quanto a Garzelli, Cunego ha parole di elogio per lui: «Putroppo è partito un po' da lontano, ma bisogna dire che la sua è stata un'azione bella e coraggiosa». Non si dispera invece Garzelli. «Qualcosa - dice - sarebbe cambiato se qualcuno di quelli buoni mi avesse seguito sul Gavia. Alla fine c'era tanto vento e io ero molto stanco. Questa fuga dovevo farla, anche se non sono certo al meglio della mia forma». E Honchar gongola mugugnando a modo suo: «Non è vero che non sono un uomo da salita. Alla Bergamasca in un paio di occasioni avevo fatto la differenza proprio in salita. Ho badato a difendere il secondo posto. Certo, se ci fosse stata una crono finale a Milano come due anni fa...».