«Gravi minacce per la visita di Bush»

ROMA. «Per il 2 giugno e la visita di Bush si profilano minacce gravi, che ci preoccupano, ma non ci spaventano. Siamo pronti ad affrontarle». Giuseppe Pisanu incassa l'applauso che gli tributa il popolo di Forza Italia che affolla il congresso di Assago e dal palco dove sfilano i ministri alza il livello d'allarme. La parata militare e l'arrivo del presidente americano rappresentano due date ad alto rischio per l'ordine pubblico e il titolare del Viminale assicura che le forze dell'ordine, pur «garantendo» a chiunque il diritto di manifestare le proprie opinioni pacificamente, «non lasceranno spazio alle violenze». «Se c'è qualcuno che pensa di poter influenzare con la violenza le nostre scelte, politiche ed elettorali» dice il ministro «se lo deve togliere dalla testa».
«Non ci sono riuscite le Brigate Rosse, non ci riuscirà il fanatismo fondamentalista, non ci riusciranno i nuovi terroristi nostrani e la galassia vigliacca dei loro fiancheggiatori».
Pisanu non cita nessun fatto specifico e non fa riferimento ad informative dei servizi segreti ma fa capire che a far scattare il livello di massima allerta sono le minacce terroristiche e le azioni ai limiti della legalità, come l'assalto alle vetrine o i blocchi stradali, annunciate dai gruppi dell'antagonismo più radicale. «Basta uno sguardo ad Internet, e non parlo di altri segnali, per rendersi conto di quali minacce si stiano addensando sulla sicurezza e sull'ordine pubblico in vista del 2 giugno, festa della Repubblica, e della successiva visita del presidente Bush» spiega il ministro, che prende lo spunto dalla recente strage di Madrid per ricordare che il terrorismo internazionale, come quello nazionale, «ambisce a condizionare» il corso della dialettica politica interna dei paesi europei.
Nell'attesa di vedere come si concluderanno le manifestazioni del 2 e del 4 giugno, il sindaco di Roma, Walter Veltroni, spiega che i programmi di sicurezza saranno quelli previsti sempre in queste circostanze e assicura che la capitale non sarà blindata: «Ho parlato con il ministro Pisanu e mi ha detto che, pur nell'ambito di una preoccupazione che lui ha e che ho anch'io, non c'è nessuna circostanza specifica legata alle due date». Il clima resta comunque tesissimo. La conferma viene sia dai leader della Lista Prodi, che non parteciperanno alle manifestazioni e invitano tutti i cittadini ad esporre le bandiere della pace, che dai segretari del Pdci, di Rifondazione comunista e dei Verdi, che si preparano a scendere in piazza ma prendono le distanze da chi vorrebbe trasformare una pacifica protesta in una guerriglia urbana.
A rinfocolare le polemiche tra maggioranza e opposizione ieri ci hanno pensato il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, («Ho paura di qualche botto, vedo in giro una banda di irresponsabili che scherza col fuoco») e un manifesto di An apparso apparso per le strade della capitale che mostra le persone con il volto coperto da un cappuccio che hanno partecipato ad una conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi nella sede della Provincia. «La verità» sbotta il verde Pecoraro Scanio «è che la Cdl cerca l'incidente. E' importante non cadere nella trappola e isolare le frange violente che non hanno nulla a che vedere con il grande popolo della pace».