Tonkov, vittoria e «ombrello»


FONDO. Arriva sul traguardo facendo vedere dove papà appoggiava il kalashnikov. Da noi si chiama «gesto dell'ombrello» e il significato è chiaro: mi avete dato per vecchio, mi avete dato per finito, eccomi qua. E il capitano Garzelli è là dietro. Pavel Tonkov, 35 anni, vincitore di un Giro e avversario di Pantani in un altro, vince la Brunico-Fondo, tappa non trascendentale. E alla fine scarica tutta la sua amarezza: «Quel gesto l'ho fatto perchè mi sono preso una rivincita su chi non credeva più in me». Vince per distacco, risale di 5 posizioni in classifica, ma non sorride. Mentre dal Tour arrivano voci che vorrebbero le squadre italiane escluse per... aver ricevuto la visita dei Nas (che non hanno trovato nulla, ma se i francesi vogliono correre tra di loro...), la giornata fa segnare anche il crollo di Figueras, l'apparizione sterile di Garzelli, una serie di guai meccanici per Damiano Cunego, che poi fa lo sprint alle spalle di Tonkov e tiene brillantemente la maglia rosa. Si, è una tappa innocente quella che va a Fondo passando per la Mendola e poi per Cles. Eppure c'era nervosismo, e non solo tra quelli che non fanno classifica e cercano un successo di tappa.
Giuliano Figueras, travolto del nervosismo, ha passato la notte piegato in due, non ha fatto colazione, parte per onor di firma sperando di sbloccarsi per il giorno dopo. Subito dopo il via di Brunico prende il largo Hamburger (preso), poi tocca a Gilbert, Svorada, Avdyeyev, Schnider e Mazzoleni Jr (presi), quindi un patatrac: cadono Svorada, Tonti e Pagliarini: a terra restano i due compagni di squadra, l'argentin-trevigiano è messo peggio, tornano a casa entrambi. Addio a Svorada e Pagliarini, partono Pozzi e Bertolini. A Bolzano hanno già 1'25" di vantaggio, poi si va verso la salita della Mendola. Sulla rampa Cunego ha un problema tecnico e cambia la bici. Vedi un po' (Pozzi e Bertolini sempre avanti), attacca Garzelli insieme a Nocentini, Illiano, Pugaci, Moos e Bileka. Dietro li tengono a vista, mentre boccheggiano e si staccano Astarloa e Figueras. Figueras non ce la farà più a rientrare in gruppo e... in classifica. Mentre Garzelli molla pensando al Gavia dell'indomani, si fionda sugli inseguitori (e li salta) Tonkov. Dopo un po', imboccata la discesa, la situazione è questa: davanti Tonkov e Bertolini, dietro un gruppetto e, dietro ancora, il gruppo sfrangiato. E Cunego? Rientrato, si ferma a ri-cambiare la bici, poi scopre che la catena è scassata e la cambia un'altra volta. Lo aspetta solo un uomo, mentre gli altri restano con Simoni. Significa qualcosa? Simba è furibondo e, quando rientra in gruppo, passa il capitano e gli mostra il muso: «Sono qui».
Si va a Cles per tornare a Fondo, davanti sempre quei due, con Bertolini che freme perchè gioca in casa e il russo che tira a campà per poi bruciarselo allo scatto. Anche nel gruppetto che insegue non c'è traccia di classifica: è fatta, anche se piove. A quel punto Tonkov vede l'ansia di Bertolini, che aspetta l'ammiraglia: è crisi di fame patocca. Pavel si alza sui pedali, strappa, molla il compagno di fuga e va a prendersi la prima piazza e un bel recupero in classifica. Bertolini si rimette un po', ma non abbastanza: in testa al gruppo qualcuno sente odore di sorpasso da parte del russo: la De Nardi ha Gontchar da difendere e se la Caldirola a questo punto decidesse di cambiare capitano in favore di Pavel... Gli inseguitori vengono risucchiati, mentre già si risale a Fondo; Bertolini resta a galleggiare (macinando un rapportino da Mtb) a metà tra la maglia rosa e il fuggitivo, che va a prendersi la sua settima tappa al Giro e una rivincita su chi gli dà del vecchio. Bertolini festeggia la seconda piazza.
Il gruppo si divora anche lo spagnolo Lobato, che prova ad anticipare tutti, e va allo sprint: Mc Gee anticipa Cunego e Pellizotti. Tutti con lo sguardo avanti: al Gavia.

dall'inviato Antonio Frigo