Annunciate nuove perquisizioni Il giro dei sospettati si allarga
ROMA. Sarà una settimana densa di appuntamenti per i magistrati e gli investigatori impegnati nell'ultima, clamorosa inchiesta sul doping sportivo fra i campioni, ma soprattutto fra i dilettanti, del ciclismo e dell'atletica. Dopo la retata della scorsa notte che ha portato a 140 perquisizioni in 28 province e al sequestro di farmaci potenzialmente dannosi per centomila euro, i carabinieri dei Nas, la Guardia di Finanza e il pm Paolo Ferraro daranno il via agli interrogatori.
Sono 138 persone iscritte, a vario titolo, nel registro degli indagati della Procura di Roma.
Tra i primi ad essere ascoltati potrebbero esserci il dottor Carlo Santuccione, il medico pisano Simone Giustarini, il consigliere della Federciclismo Maurizio Camerini. Tutti sono in qualche modo ritenuti fra i registi del giro di doping anche se ieri il reumatologo Giustarini si è difeso parlando di «un nuovo caso Tortora».
Ma in contemporanea potrebbero scattare anche nuovi decreti di perquisizione.
I reati ipotizzati dalla magistratura capitolina vanno, a seconda delle singole posizioni, dall'associazione a delinquere alla ricettazione, dal commericio e assunzione illegale di sostanze dopanti al contrabbando di specialità medicinali, dalla distribuzione illegale di sangue umano all'esercizio abusivo della professione di medico e farmacista.
Un'inchiesta vasta e complessa che «ha bisogno di riserbo - ha detto ieri il sostituto procuratore Ferraro - soprattutto per tutelare le tante vittime» di questo enorme mercato criminale.
Sulle prime pagine dei giornali di ieri sono comparsi i nomi degli indagati eccellenti: quelli degli otto campioni impegnati nel Giro d'Italia Galletti, Scirea, Sacchi, Mazzoleni, Marzoli, Spezzialetti, Muraglia, Masciarelli (assieme ad altri sette professionisti) e quelli degli alteti azzurri Vizzoni, Gibilisco e Fiacconi. Ma le carte parlano di almeno 77 dilettanti dopati - alcuni giovanissimi - e di un commercio estremamente diffuso e radicato specialmente nel mondo sportivo amatoriale dove non esistono forme di controllo di alcun tipo.
Fonti giudiziarie hanno precisato che l'inchiesta non ha preso il via da semplici sospetti ma da precise fonti di prova, come pedinamenti filmati e intercettazioni telefoniche, che hanno poi trovato riscontro nell'operazione «Oil for drug» compiuta la scorsa notte dai militari del Nas. Tanto che a Roma è arrivato ieri un intero camion di farmaci sequestrati durante le varie perquisizioni: ormoni della crescita (di sintesi ma anche estratti dalle ipofisi di cadaveri) steroidi, anabolizzanti, epo, gonadotropine e molto altro ancora.
Confezioni in gran parte riservate ad uso ospedaliero, e dunque trafugate, ma anche importate.
Tra gli ospedali dai quali uscivano i prodotti dopanti (una decina gli infermieri indagati) ci sono il Santa Chiara di Pisa e quello della Versilia.
Nel mirino c'è però anche l'attività di un pugno di farmacisti accusati di aver ceduto sostanze pericolose senza prescrizione. Fra questi Lorenzo Lavagnini, farmacista settantenne di Pietrasanta arrestato e rimesso in libertà. In casa gli sono state sequestrate, oltre a vari prodotti dopanti, anche morfina e metadone in grandi quantità. L'uomo si è giustificato sostenendo che quei farmaci gli servivano per curarsi.
Ma i carabinieri non gli hanno creduto.