Opera domestica: mostra alla Galleria Mares
PAVIA. Da oggi al 30 giugno l'architetto nigeriano Ola-dele Kuku espone a Pavia, presso la Galleria Mares (via S. Maria alle Pertiche, 3) di Mariangela Calisti, 'Opera domestica", l'ambizioso e curioso progetto di architettura domestica elaborato tra il 1990 e il 1995.
E' un progetto che è valso all'autore il Grand Prize / Prime Minister's Prize assegnato in Giappone durante la IFI Nagoya International Design Competition del 1995.
Ola-dele Kuku attualmente vive e lavora in Belgio, ma ha molti legami con l'Italia, soprattutto con il Politecnico di Milano. In contrasto con la tradizionale concezione di architettura, ha spesso sostenuto che 'Gli edifici sono sempre stati costruiti come una sfida verso un essere superiore e basati sulla paura di un potere più grande"; in queste sue parole si riflettono non solo le influenze della cultura africana, ma anche l'elaborazione di alcuni edifici archetipici della storia dell'umanità, dalla torre di Babele, ai totem ai moderni grattacieli. Convinto che non ci sia mai stata sostanziale evoluzione nell'architettura Ola dele Lkuku propone una sfida all'architettura, per esplorare nuovi percorsi e tracciare nuove vie. 'Opera domestica" è decisamente una nuova via. Si tratta di quattro prototipi progettati per dare una rappresentazione simbolica del 'rituale domestico", a 'home" for the 'homeless entities" of the living space, come l'ha definita l'autore. Il primo prototipo 'teatro dell'archivio" è un biblioteca o archivio personale, e rappresenta il rituale domestico 'Dell'imparare"; il secondo prototipo 'Similar Difference" è un progetto architettonico giocato sul rapporto tra dimensione e funzione, in un gioco costante tra contenente e contenuto (un principio che domina anche gli altri due prototipi i cui progetti sono esposti in mostra). Completano l'esposizione pavese alcune opere pittoriche.
Grazia Bruttocao