«Ora basta con i campanilismi»


CASTEGGIO. Basta con i progetti a macchia di leopardo, basta con i servizi che ogni Comune tende a far da sè, basta alle politiche di sviluppo stagnanti: alle nuove amministrazioni comunali che si apprestano a governare i centri più importanti dell'Oltrepo, tra cui Casteggio e Stradella, i rappresentanti del mondo produttivo mandano segnali chiari. «Bisogna rinnovare - dicono - e subito».
Sa bene Piero Mossi, presidente della Camera di Commercio di Pavia, che le elezioni comunali sono uno 'sportello" a cui ogni paese si esprime sulle proprie necessità: dal rifacimento del marciapiede, alla viabilità, al piano commerciale. «Ma sul piano provinciale mi aspetto dalle nuove amministrazioni una maggiore sinergia, anche di idee fra gli enti - spiega Mossi - E' un discorso difficile, ma in un mondo in cui tutti guardano alla globalizzazione non bisogna essere vincolati al campanilismo. Non voglio dare pagelle, ma questa è l'unica strada per progredire». «Perchè Broni e Stradella non realizzano in comune una piscina? Perchè Rivarolo e Casteggio non aprono un teatro? - chiede Mossi - Inoltre serve un piano commerciale sinergico tra Comuni».
Da Mario Santini, segretario Cgil della Camera del Lavoro di Pavia, viene una premessa: «Queste elezioni amministrative intervengono in una fase molto delicata per la situazione economica e occupazionale del nostro territorio - dice - Ne consegue che i lavoratori, pensionati e cittadini guarderanno con grande attenzione alla capacità di risposta delle varie liste sulle politiche economiche e industriali, e alla loro capacità di corrispondere ai bisogni». «Siamo convinti come organizzazioni sindacali - prosegue Santini - che ci sia bisogno di una maggiore collaborazione tra i vari enti locali, sinergie che possano elevare la programmazione dello sviluppo sia valorizzando le peculiarità territoriali che nell'Oltrepo il rapporto tra i prodotti agricoli e lo sviluppo in ambito industriale. Ci auguriamo possa essere intensificato anche creando le condizioni perchè il territorio tragga nuovi investimenti finanziari in ambito produttivo. Problemi più marcati riguardano le nuove generazioni che troppo a lungo sono costrette alla ricerca di un lavoro, e quando questo avviene troppo spesso è assoggettato a condizioni di incertezza e precarietà, mentre i lavoratori delle aziende in crisi che hanno più di 45 anni trovano grandi difficoltà alla ricollocazione». E conclude: «Le politiche per lo sviluppo devono essere strettamente rapportate alla coesione sociale e quindi alla necessità di elevare i servizi per la cittadinanza. In questo ambito la popolazione anziana che nell'Oltrepo è fortemente presente ha bisogno un rafforzamento delle strutture di servizio, cosi come i sindacati dei pensionati stanno chiedendo negli incontri con i candidati sindaci».
Per gli industriali parla Bruno Calzolai, vice presidente della zona Oltrepo per l'Unione di Pavia. «Dalle nuove amministrazioni pubbliche la categoria degli industriali si aspetta un confronto per avviare le iniziative più adeguate che possano rendere la nostra area effettivamente attrattiva - afferma Calzolai - sia colmando i ritardi infrastrutturali che ci penalizzano rispetto alle zone più competitive della Lombardia, sia mettendo in campo dei valori aggiunti che possano contribuire a sviluppare le imprese locali e incentivare la scelta localizzativa pavese da parte di aziende esterne alla nostra area - Per quanto riguarda il primo ordine di priorità, le infrastrutture, le opere ormai sempre più necessarie sono: la realizzazione dell'autostrada Broni-Pavia-Mortara, il completamento di tangenziali e raccordi, la messa a disposizione di aree industriali attrezzate a prezzi competitivi, le connessioni telematiche veloci, l'avvio di poli intermodali per il trasporto delle merci. Mi auguro infine che il progetto Interporto di Voghera possa trovare rapidamente soluzioni logistiche e finanziarie adeguate, completando cosi l'assetto intermodale a suo tempo definito dalla Provincia».
Anche Mario Campeggi, direttore dell'Associazione artigiani Oltrepo chede «una politica possibilmente unitaria per lo sviluppo di insediamenti di carattere industriale-artigianale per la nostra zona». «Occorre individuare aree appetibili alle industrie, perchè Milano non ha più vie di sfogo per le aree artigianali - conclude Campeggi - E l'unica zona con viabilità sostenibile e favorevoli caratteristiche morfologiche è l'Oltrepo. Inoltre bisogna pensare ad una rivisitazione del Sat, non si possono più realizzare isole di insediamento a macchia di leopardo nei Comuni».

Donatella Zorzetto