Anfass, polemiche sulla permuta

PAVIA.Apparentemente, nessun problema: «Questa è una delibera che si vota in tre minuti, siamo tutti d'accordo...», era stata l'opinione della maggioranza. Decisamente ottimistica, visto che la discussione sulla permuta tra un immobile del Comune (l'edificio che ospita la sede Anfass in via Spallanzati) e quello di un privato, ossia la famiglia del notaio Trotta, ha occupato il consiglio comunale per ore. E non sono mancate le polemiche, anche aspre. Ma vediamo i fatti.
L'Anfass, dal 1982, è ospitata in via Spallanzani, zona centrale, anche troppo, e certo non è adatta ad ospitare i diversamente abili. L'immobile è di 341 metri quadrati. Li accanto ci sono lo studio e l'abitazione del notaio Antonio Trotta. Insomma, una coincidenza positiva: il professionista vuole allargarsi, l'Anfass ha necessità di trasferirsi. Cosi, ha spiegato l'assessore Francesco Adenti, il 25 giugno del 2002, «il notaio ha formulato una proposta»: permutare un alloggio seminterrato in via Maggi 6 (379 metri quadrati) con quello di via Spallanzani. Sembra un buon affare, ma la commissione consiliare, presieduta da Giovanni Marchitelli (Ds), s'impunta: l'affare cosi buono non è. Chiede delle migliorie, e le ottiene: tutte le spese a carico del notaio, un ulteriore conguaglio al Comune del 20% (quindi, altri 87mila euro) e, come ha confermato la presidente dell'Anfass, altri 47mila euro per gli arredi. Insomma, una delibera da votare in tre minuti... E invece, le opposizioni si inalberano. S'intende, l'Anfass è nel cuore di tutti, ma il procedimento amministrativo che non convince, non convincono i valori degli immobili. Quello di via Spallanzani valutato circa 1.600 euro al metro quadro, quello di via Maggi 1.500 euro. Sandro Bruni (Forza Italia) fa notare che in via Maggi ci fu una causa per la «puzza» del depuratore, Fabrizio Fracassi (Lega Nord) che li il Prg prevede la costruzione di una strada ad alta percorrenza, Vittorio Vaccari (Libera Pavia) si dice pronto a dimostrare, per tabulas, che al metro quadro, nella zona di via Spallanzani, si vende a 2.500 euro. Maurizio Niutta (Forza Italia) ribadisce che la legge e comunque la trasparenza amministrativa prevede l'asta pubblica, Francesco Maurici ricorda che proprio grazie all'asta, voluta dal consiglio comunale, gli immobili dell'eredità Bottigella resero 266mila euro in più del previsto. E poi Bruno Solerte (Nuovo Ulivo) rileva come il notaio fece l'offerta 2 anni fa, che il consiglio comunale potrebbe bocciare la permuta, eppure l'appartamento di via Maggi è già stato predisposto per accogliere i disabili...
Insomma, un attacco discreto - in aula c'è Carla Torselli e il rispetto per la sua presidenza e la sua associazione è indiscutibile -, ma violento nei confronti dell'amministrazione comunale. Anche perché le perizie sugli immobili non sono state fatte da terzi, ma dai tecnici del Mezzabarba. Comunque, alla fine, voto a favore della maggioranza (con Rifondazione), opposizioni astenute. (f. ma.)