Il piano per salvare l'Arlecchino spacca il consiglio della Soms
VOGHERA.Il consiglio d'amministrazione della Soms ha varato un piano per evitare la definitiva chiusura del cinema-teatro Arlecchino. Ma il piano spacca il consiglio: dei sette componenti, quattro hanno votato a favore, tre contro.
E uno degli oppositori ha deciso, per protesta, di dimettersi dal consiglio.
Nei giorni scorsi il presidente della Soms, Cesare Lisandria, aveva lanciato un grido d'allarme: l'attività commerciale dell'Arlecchino, aveva detto, chiude i bilanci con un pesante deficit. Deficit che rischia di compromettere tutte le altre attività della Società operaia. Se non trovano soluzioni alternative a tale attività, era stata la conclusione di Lisandria, il cinema-teatro Arlecchino dovrà rimanere per lungo tempo chiuso.
La città, preoccupata che l'unica sala cinematografica abbassasse definitivamente la saracinesca, non si era disinteressata della vicenda. Si era mosso il sindaco, Aurelio Torriani, che aveva promesso di utilizzare la sala per manifestazioni pubbliche e per la stagione teatrale comunale; si era fatta viva l'amministrazione provinciale, garantendo i contributi per la programmazione di film di qualità; erano intervenuti i vertici del teatro Fraschini di Pavia, dichiarandosi pronti ad inserire il cinema-teatro Arlecchino nella programmazione provinciale che fa capo all'ente pavese; alcune società commerciali vogheresi infine si erano dette favorevoli a forme di collaborazione pubblicitaria con la struttura teatrale della Soms. Il consiglio d'amministrazione della società operaia di mutuo soccorso, che si è riunito alla fine della scorsa settimana, ha cosi valutato che vi fossero favorevoli possibilità di mantenere in vita la sala Arlecchino. Un taglio dei costi fissi però non poteva essere ulteriormente rinviato, è stata l'opinione del consiglio, e allora si è deciso di interrompere il rapporto di lavoro con sei dei sette dipendenti che gravano sulla gestione Arlecchino. Questa decisione, che ha visto favorevoli Cesare Lisandria, Pier Ezio Grezzi, Roberto Moroni e Lilli Coppola, ha trovato l'opposizione di Fulvio Montini, Natalino Zucchella e di Sergio Vitellini. Vitellini inoltre, causa il dissenso, ha deciso di dimettersi dal consiglio di amministrazione della Soms. Il piano di recupero della sala prevede la chiusura del cinema dal primo di giugno sino ai primi di settembre e successivamente un'articolata programmazione di serate culturali, che possano permettere l'apertura della sala Arlecchino per almeno tre-quattro sere la settimana. Con una parte del personale lasciato a casa in questi giorni, si dovrebbe riavviare, a partire da settembre, un nuovo rapporto contrattuale. Una delle ipotesi in campo è quella di costituire una cooperativa che gestisca la sala, evitando cosi che sui bilanci dell'Arlecchino garvino costi fissi, spesso insostenibili. Nelle ultime gestioni, le perdite complessive dell'attività del cinema Arlecchino superavano i cinquanta mila euro.
Coloro che hanno votato contro il piano di risanamento hanno chiesto che si prosegua nella programmazione commerciale, ancora per un anno, rendendola però più 'aggressiva". Il personale, di conseguenza, non dovrebbe essere licenziato. La frattura all'interno del consiglio d'amministrazione Soms potrebbe riflettersi anche tra i soci, e qualcuno già parla di assemblea generale.