Uccisa da una fetta di torta alla nocciola


SONDRIO. Ha lottato per 24 ore, poi le sue forze di bambina si sono arrese. Morta a 12 anni per un dolce alle nocciole. Ad uccidere a Chiavenna la piccola Beatrice Geronimi è stata una grave forma di allergia alimentare. Allergica alle nocciole, sabato ha assaggiato quella torta offerta durante una festa in piazza. La crisi è arrivata di li a poco: uno choc anafilattico che non le ha lasciato scampo.
Forse quando ha addentanto quei pasticcini cosi invitanti non immaginava che tra gli ingredienti c'erano proprio quello a lei proibito sin da piccolissima. Era stato un bel pomeriggio quello di sabato per Beatrice Geronimi che abitava con la famiglia a Chiavenna in provincia di Sondrio. Ballerina in erba, aveva assistito ad un saggio di danza nella piazza principale del suo paese. Organizzato dalla scuola di danza a cui era iscritta, ci teneva a seguire lo spettacolo. Quei dolcetti a base di nocciole, offerti in piazza, li avrebbe assaggiati al termine della manifestazione.
Lo choc anafilattico è arrivato di li a pochi minuti. Le chiacchiere con gli amici, il gruppo che si sposta, lei che saluta per tornare a casa, prende la sua bicicletta, ma riesce a fare solo pochi passi. All'improvviso si è accasciata a terra mentre camminava a fianco di alcuni coetanei. Non ha avuto il tempo di dire nulla, di chiedere aiuto. L'hanno vista barcollare e crollare al suono ormai priva di conoscenza. L'allarme, la gente che accorre, che chiama i soccorsi, gli infermieri del 118 che tentano di rianimarla in strada e poi la corsa contro il tempo all'ospedale di Chiavenna. Ma le sue condizioni con il passare dei minuti diventavano sempre più disperate. Beatrice era entrata in coma, non riusciva più a respirare da sola. Intubata, è stata quindi trasferita d'urgenza in elicottero all'ospedale di Sondrio e ricoverata nel reparto di terapia intensiva. Domenica alle 14 l'ultimo tentativo di strapparla alla morte con un ulteriore trasferimento in Rianimazione all'ospedale «Eugenio Morelli» di Sondalo. Ma ormai non c'era più nulla da fare. «Appena giunta in ospedale - ha spiegato il direttore sanitario Giuliano Pradella - è stata dichiarata clinicamente morta». Erano le 17 quando i medici hanno dovuto arrendersi. Poi i genitori che nello strazio del momento trovano la forza di un ultimo gesto d'amore e acconsentono alla donazione degli organi. E' cosi partito il periodo di osservazione, obbligatorio per legge, conclusosi ieri mattina quando è iniziato l'espianto. I medici non hanno dubbi: è stato un fatale choc anafilatico. Una violenta crisi dovuta a una grave forma di allergia alimentare scatenata dalle nocciole contenute in quel dolce.
E le nocciole sono proprio fra i principali alimenti accusati di provocare reazioni allergiche. Allergie che colpiscono soprattutto i bambini (in Italia ne soffre l'8%) e che possono scatenarsi con crisi acute anche dopo l'assunzione di una piccola quantità dell'alimento vietato. Beatrice sapeva di essere allergica alle nocciole, conosceva i rischi che quell'alimento comportava per lei. Ora resta solo da capire perchè abbia mangiato lo stesso quel dolce che le è stato fatale.
Il sostituto procuratore di Sondrio Elvira Antonelli, ha disposto l'autopsia. «L'esame - ha spiegato - dovrebbe fornirci le esatte cause del decesso».

Monica Viviani