Maxerre dopo la rabbia Cellario lancia la carica «Ora vinciamo a Vado»
VOGHERA.La rabbia è già smaltita. Nelle parole di Gianmarco Cellario c'è, anzi, la voglia matta di cancellare gara1 e di giocarsi subito il retour match. Anche se nel pallone di Vado farà caldissimo e l'ambiente ligure sarà iper-eccitato dalla prospettiva di un traguardo cosi importante. Alle 20.30 di domani la situazione dei vogheresi sarà da roulette russa: se non si vince addio B2 diretta e via ai temuti spareggi. Sabato non ha funzionato praticamente nulla. L'analisi del coach è lucida: «Al di là delle percentuali scadenti, ci abbiamo capito poco in troppe situazioni. In avvio ho provato ad allungare la difesa per metter pressione a Gorini ma Vado si è appoggiata bene su Patria e De Andreis per portar palla e noi siamo andati in difficoltà visto che né Boesso né Chiappano sono abituati a pressare. Non siamo mai riusciti a correre, recuperando pochi palloni e soffrendo a rimbalzo difensivo dove i loro lunghi ci hanno contrastato con veemenza. Dovremmo provare ad alzare i ritmi ma non possiamo pensare di andare per tutta la partita all'arrembaggio, ci proveremo in momenti particolari». Esterni con polveri bagnate ma anche la produttività dei lunghi, Gabba in primis, è stata insufficiente. «Su Gabba non getterei la croce. Dopo l'infortunio stenta a ritrovare il ritmo e gioca senza tranquillità. Confido molto nella sua voglia di rivalsa come in quella di Boesso. Claudio e Paolo devono essere i giocatori che domani faranno la differenza. Comunque, il problema di Claudio è da estendere anche agli altri lunghi. Sia Chiappano che Catone sono stati poco reattivi nell'attaccare il canestro. Hanno prodotto punti ma fidandosi del tiro dalla media, per garadue voglio più pericolosità vicino a canestro. Dobbiamo sfruttare meglio gli spazi interni concessi dalla loro zona 3-2 molto aggressiva sul perimetro». Qualche idea di variare gli assetti? «Ci sto pensando. Coi tre lunghi siamo molto fisici e in difesa abbiamo ottima tenuta ma in attacco paghiamo dazio, sto pensando di utilizzare un piccolo in più per guadagnare fluidità offensiva. Abbiamo perso una battaglia: ma quest'anno siamo riusciti a dare il meglio tutte le volte in cui ci siamo trovati con le spalle al muro».
Paolo Rappoccio