Centrodestra: «Contro la Costituzione» Opposizione: «Autonomia minacciata»


ROMA.Non si placa lo scontro sulla giustizia. La frase pronunciata domenica scorsa da Marcello Pera durante la commemorazione di Giovanni Falcone («L'autonomia e l'indipendenza delle toghe è a rischio anche per comportamenti, individuali o di gruppo, assunti dentro il corpo stesso della magistatura...») ha trasformato la vigilia dello sciopero dei magistrati in un durissimo botta e risposta tra maggioranza ed opposizione. Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, non riesce a placare la sua ira e in serata parla di uno sciopero che si pone «al limite dell'attacco alla Costituzione» perché rappresenta una «pressione indebita» sull'«autonomia e l'indipendenza» del Parlamento.
Al guardasigilli, che in risposta al «libro bianco» dell'Anm annuncia l'imminente presentazione di un «libro nero» con dentro «tutte le bugie» dell'Associazione, «i paradossi cui si affidano e i loro ritardi culturali», il centrosinistra risponde che lo sciopero è «giusto e inevitabile» perché in gioco c'è l'autonomia della magistratura. A salire sul banco degli imputati è anche Marcello Pera che «non si comporta da arbitro» ma ha deciso di «abbandonare» il suo ruolo istituzionale per schierarsi con una parte politica.
«Trovo francamente sconcertante che il presidente del Senato anziché attenersi ad un atteggiamento di imparazialità e di grande rigore istituzionale, abbia dovuto manifestare parole e opinioni discutibili e opinabili sulla magistratura» dice il segretario della Quercia, Piero Fassino. «Pera dovrebbe tenere una posizione coerente con l'incarico che ricopre e soltanto quando tornerà ad essere uomo di parte» aggiunge il capogruppo dei deputati DS, Luciano Violante «potrà esprimersi diversamente». Per l'opposizione, insomma, quella di Pera è stata una vera e propria invasione di campo. Ma ad esprimere solidarietà ai magistrati non sono solo gli esponenti dei Ds. Per Antonio Di Pietro lo sciopero è semplicemente «doveroso» mentre il verde Alfonso Pecoraro Scanio chiede alla seconda carica dello Stato di «scusarsi» con tutti i magistrati per le sue dichiarazioni «irresponsabili».
A definire un «fatto preoccupante» lo sciopero è anche lo Sdi che insieme a tutto il centrosinistra ripete che Pera non si comporta da arbitro e accusa il governo di spendere tutto il tempo a disposizione per attaccare i magistrati e metterne in discussione la credibilità. Esattamente il contrario di quel che sostengono gli esponenti della Cdl. Fabrizio Cicchitto (Fi) parla di uno sciopero «scorretto, sbagliato» perché «indetto contro il Parlamento e assicura che la contestatissima riforma dell'ordinamento giudiziario non «lede» l'autonomia della magistaruta ma mette in discussione il «potere corporativo delle correnti». Renato Schifani (Fi) accusa il diessino Angius di avere avuto una reazione «faziosa e scomposta» mentre per Carlo Giovanardi (Udc) la protesta dei magistrati assume un carattere «eversivo». A tentare una mediazione ci provano Marco Follini e Rocco Buttiglione che non approvano la protesta («E' una forzatura») ma invitano la maggioranza a «riaprire il dialogo» con le toghe.

Gabriele Rizzardi