I «segreti» della Protezione civile a Bressana

BRESSANA. Abbiamo realizzato un'intervista con il professor Alberto Rotondi, vicesindaco e assessore per la Protezione civile del Comune di Bressana. In primo luogo gli abbiamo chiesto quando e per quali obiettivi è stata fondata a Bressana la Protezione civile. «Agli inizi degli anni Novanta - ha esordito il professor Rotondi - la legge nazionale della protezione civile ha affidato ai comuni un ruolo di primo piano. Secondo il principio di sussidiarietà, nella gestione di tutta la società la prima istituzione che deve intervenire deve essere quella più vicina al cittadino, che nel nostro caso è il Municipio».
«Per quanto riguarda la protezione civile a Bressana, come Comune, è stata fondata nel 1997 e siamo stati iscritti nel registro regionale e nazionale. Adesso il gruppo è composto da 50 volontari».
Con quali mezzi lavorano i vostri volontari?
«Abbiamo i mezzi del comune che nel momento di emergenza sono a disposizione dei volontari: tre automobili, tre autocarri leggeri, un gruppo elettrogeno, una sala operativa con radio portatili, perché in caso di emergenza i telefoni funzionano male».
Come sono organizzati i gruppi che devono agire in situazioni di emergenza?
«L'organizzazione è strutturata sulla base delle emergenze più probabili, cioè la piena del torrente Coppa e quella del fiume Po. In questo caso è previsto di andare in emergenza quando le acque arrivano agli argini maestri, che sono molto distanti dal letto».
Come si puo' fare per iscriversi alla Protezione civile?
«Dopo aver compiuto i 18 anni basta andare all'ufficio anagrafe e chiedere l'iscrizione al vicesindaco».
Come siete intervenuti durante la piena del Po dell' ottobre 2000?
«Posso dire che gli interventi hanno riguardato il pattugliamento di argini, gestione delle chiuse, assistenza alla viabilità. Abbiamo fatto un intervento sulla chiusa della statale, che non era in grado di tenere l'acqua; abbiamo pattugliato per tre giorni e tre notti gli argini, però non abbiamo avuto nessun intervento da svolgere sugli stessi argini».
Perche' è importante che anche a scuola venga insegnata la Protezione civile?
«E' fondamentale che voi sappiate che quando diventerete più grandi dovrete assumere un atteggiamento di aiuto in caso di pericoli».
Come si svolge l'esercitazione per le scuole?
«Vi è un primo incontro teorico, un secondo in cui si simula l'esercitazione, l'ultimo in cui si svolge l'esercitazione pratica sul territorio con i volontari della Protezione civile».
Possiamo dire di essere stati soddisfatti dal colloquio col vicesindaco, e adesso ne sappiamo di più su un tema importante come quello della Protezione civile.
Domenico Fantò Danila Fraschini Davide Imò Greta Pasotti