Serena Cruz è tornata da papà Giubergia
TORINO.L'aveva annunciato due anni fa e alla fine è tornata in quella che ha sempre considerato la sua famiglia. Serena Cruz, la ragazza di origine filippina che fu al centro di un clamoroso caso giudiziario quando, quindici anni fa, il tribunale la tolse ai genitori adottivi, oggi è diventata maggiorenne e ha preso la sua decisione definitiva: vivrà con i Giubergia. Nel 1989 i giudici la portarono via ai coniugi di Racconigi (Cuneo) applicando scrupolosamente la legge. Papà Francesco e mamma Rossana, che avevano già adottato regolarmente un bimbo filippino, Nasario, aggirarono - a fin di bene - le norme, dichiarando che Serena era il frutto di una relazione extraconiugale dell'uomo con una donna di quel paese. «Non potevamo agire diversamente - commenta Giulia De Marco, presidente del tribunale per i minorenni di Torino - la magistratura non si può muovere secondo i dettami del cuore, ma deve seguire la legge».
Per tutti questi anni, costantemente seguita dagli operatori del tribunale, Serena ha vissuto in casa di una coppia di un paesino ai confini fra le province di Asti e Alessandria, i Nigro, facendosi chiamare Camilla dalla gente del posto per non dover costantemente rivivere l'esperienza della separazione. Ma alla fine se n'è andata. Non per odio, perchè il rapporto con i «nuovi» genitori, quelli legittimi, non è cattivo. Serena, però, dice che sono i Giubergia la sua vera famiglia. «Ha attraversato - dice Giulia De Marco - una crisi tipica dell'età adolescenziale, fatta di indecisioni, smarrimenti, tunnel bui dai quali non si sa come uscire. Crisi che accomunano i ragazzi adottati e i ragazzi che vivono nelle famiglie naturali. C'è chi le ha intorno ai quindici anni e chi, come Serena, un po' più in là». E poco importa, per Serena, che per la legge nulla potrà cambiare: suo padre e sua madre resteranno i Nigro, perchè l'adozione è per la vita, non si revoca. «La conclusione di questa vicenda dimostra che il movimento popolare nato intorno a quel caso aveva ragione». Parole di Adriano Tonello, sindaco di Racconigi, che nel 1989 era presidente del comitato «per la difesa del minore Serena Cruz».