E la Galleria dell'Accademia di Firenze punta sui tesori del Duecento sparsi nel mondo

FIRENZE.I tesori meravigliosi del Duecento fiorentino saranno in mostra dal 1 giugno al 29 agosto in una grande esposizione allestita alla Galleria dell'Accademia, in cui saranno riuniti capolavori provenienti dai maggiori musei del mondo, tavole, sculture, oggetti d'arte testimoni di quella splendida civiltà figurativa. Intitolata 'L'arte a Firenze nell'età di Dante. 1250-1300", la mostra è stata curata da Angelo Tartuferi e Mario Scalini. C'è solo l'imbarazzo della scelta per offrire al pubblico ormai sempre più esigente opere meravigliose e al tempo stesso nuovi territori da esplorare. «Non si parla quasi mai del '200 fiorentino - dice il soprintendente del Polo museale fiorentino Antonio Paolucci -; perlomeno non nelle occasioni di divulgazione alta e quindi delle mostre, si preferisce cominciare da Giotto, come se il prima non avesse avuto importanza. Infatti, mentre Dante inventava la lingua letteraria italiana, poco prima che Giotto facesse la stessa cosa con quella figurativa, a Firenze si stava consolidando, per sbocciare in tutta la sua grandiosa bellezza, un'arte straordinaria, il cui humus avrebbe nutrito due secoli irripetibili di sviluppo».