«Anche loro dovevano rinunciare a candidarsi»

VILLANTERIO. Perchè la lista di minoranza 'Il Ponte" non si è riproposta al giudizio degli elettori? Lo domandiamo al capogruppo uscente Ferdinando Mascherpa. «Non ci siamo più ripresentati - risponde - perchè il ruolo di un consigliere comunale non può diventare un mestiere. Ci siamo dimessi un mese e mezzo fa per sollecitare un ricambio totale dell'amministrazione, con la speranza che nuove forze emergessero».
Perchè sollecitare un ricambio totale, quando la maggioranza uscente è al suo posto e governa da parecchie legislature a Villanterio?
«Ritengo che in paese ci siano dei veleni da smaltire e situazioni che forse sarebbe stato meglio per tutti, per noi e per loro, dimenticare. Ecco perchè speravamo che la lista di maggioranza intuisse il valore del nostro suggerimento. Noi il passo indietro l'abbiamo fatto, loro no. Come si sa, avevamo tra l'altro inoltrato un ultimo esposto alla magistratura in merito a una vicenda legata al piano regolatore che prima o poi dovrà essere chiarita. E questo, purtroppo, credo che graverà su ogni attività edilizia a Villanterio nei prossimi anni».
Però il candidato sindaco Brusoni ci dichiara che si rammarica che la lista 'Con te a Villanterio" sia stata l'unica a presentarsi in lizza e sottolinea il ruolo positivo avuto dal consigliere di minoranza Fausto Delù, il quale ha 'ha lavorato bene - dice Brusoni - come presidente della commissione viabilità".
«La scelta di non ripresentarsi non è stata un atto istintivo ma una posizione ponderata e condivisa da tutti e quattro i consiglieri di minoranza allora in carica».
Quanto pesa sulla vostra decisione il fatto che lei sia candidato alla presidenza della Provincia di Lodi per la formazione del Patto Segni?
«La decisione di candidarmi a Lodi è stata successiva alle dimissioni dal consiglio comunale di Villanterio e non è assolutamente in relazione alla nostra mancata presentazione, in quanto non esistono incompatibilità di sorta. Mi auguro che la futura maggioranza abbia il coraggio di lasciare l'amministrazione a fine mandato». (s. c.)