Convivenza nell'Aler Il quartiere: più controlli

VIGEVANO. Circa 1650 metri di pista ciclabile collegheranno la rotonda che sorgerà all'incrocio di corso Pavia con la frazione Sforzesca. Il progetto, oltre ad avere un valenza dal punto di vista dell'ambiente, faciliterà gli itinerari turistici.
Il progetto è stato presentato l'altra sera dall'assessore ai lavori pubblici Andrea Sala all'assemblea del quartiere Milano. «Siamo in periodo di progettazione - ha spiegato Sala - e riteniamo queste riunioni importanti per avere suggerimenti e indicazioni dai comitati di quartiere e dai cittadini». La pista, che costeggerà la provinciale, sarà separata dalla strada con un doppio cordolo in cemento e, a fianco, verrà piantumata con dei platani. «Il progetto - continua Sala - ha valore dal punto di vista ambientale, ma anche per il turismo. Dal centro, il principale polo turistico della città, sarebbe cosi facile raggiungere la Sforzesca, una frazione che ricopre un interesse artistico». In estate l'appalto per la realizzazione della pista ciclabile, e l'amministrazione comunale conta di ultimare il progetto entro la prossima primavera. Nelle intenzioni dell'amministrazione la pista della Sforzesca proseguirà oltre il cimitero della frazione. «Nel realizzare quest'opera - ha spiegato Sala - abbiamo cercato di far si che la pista si inserisse bene anche dal punto di vista paesaggistico». Dal quartiere Milano è arrivato parere positivo. Ma nel resto dell'assemblea, tra le varie ed eventuali, l'argomento più dibattuto è stata la questione delle case Aler, dopo gli episodi di cronaca che hanno riaperto la questione della convivenza. Da tempo alcuni inquilini protestano per i comportamenti poco rispettosi di alcune famiglie e singoli. Nell'assemblea di martedi si è preso atto di una raccolta di firme contro uno di questi abitanti, più volte coinvolto in episodi di cronaca. Nella lettera si chiede l'allontanamento definitivo del soggetto e la presa in carico da parte dei servizi sociali dal momento che i comportamenti sono lesivi e pericolosi per gli altri vicini. «E' un problema - spiegano i consiglieri del Milano - che non possiamo sobbarcarci. Ci vuole un interessamento da parte delle istituzioni alla questione. Quando è stato avviato il progetto di risanamento del quartiere qualche anno fa erano stati liberati gli appartamenti di questi inquilini. Allora era il momento di intervenire, ma nulla è stato fatto». La richiesta da parte degli abitanti dell'Aler è di avere maggior presenza di polizia e controllo da parte dei servizi sociali sulle situazioni di disagio che rischiano di diventare pericolose per gli altri inquilini. (a.b.)