«Il patteggiamento offende le vittime»

VIGEVANO. Udienza decisiva domani al tribunale di Pisa, per la causa relativa alla morte di Michela Simeone, 46 anni, vigevanese, e il ferimento del marito Giorgio Giunta, 51 anni. Il Primo maggio del 2001 erano in gita appunto a Pisa: un'auto li ha travolti in una via del centro della città toscana, mentre camminavano su un marciapiede. Con loro c'erano il figlio Rosario e la fidanzata, illesi. L'Associazione italiana familiari e vittime della strada - Giorgio Giunta è responsabile provinciale per Pavia - si è costituita parte civile. E' la seconda volta in Italia, dopo un processo celebrato lo scorso anno a Modena per la morte di una ragazzina, che l'organizzazione scende in campo a difendere i diritti di chi perde la vita in un incidente stradale.
L'auto investitrice, una Daewoo Matiz, era condotta da Giovanni Cangeri, 26 anni, di Pietrasanta (Lucca). Il suo legale, l'avvocato Riccardo Carloni di Viareggio, ha chiesto il patteggiamento allargato della pena a 18 mesi. Richiesta non ritenuta congrua dall'Associazione italiana familiari e vittime della strada che, tramite l'avvocato Gianmarco Cesari di Roma, domani sarà presente in aula.
Giorgio Giunta nell'incidente aveva riportato lesioni guaribili in 40 giorni.
Solidarietà gli è stata espressa via e-mail dai responsabili delle sedi dell'associazione Vittime della strada di Modena e Parma, che hanno scritto: «L'imputato hachiesto il patteggiamento allargato a 18 mesi. Ci auguriamo che non venga concesso. Per questo, chiediamo che il processo prosegua con il rito ordinario. Senza il patteggiamento (che consente lo 'sconto" di un terzo della pena): lo riteniamo offensivo per la memoria dei nostri cari».
L'incidente mortale era avvenuto intorno alle quattro del pomeriggio. Moglie e marito, con figlio e fidanzata, da Vigevano erano da poco arrivati a Pisa, per trascorrere la giornata festiva el Primo maggio. Dopo aver parcheggiato l'auto davanti alla facoltà di Ingegneria, la famiglia a piedi stava dirigendosi in piazza dei Miracoli.
Michela Simeone e il marito camminavano quasi affiancati, seguiti a una ventina di metri di distanza dal figlio, che oggi ha 31 anni, con la sua ragazza.
Il fatto è accaduto in via Bonanno Pisano, all'altezza di un distributore, proprio di fronte all'entrata del Pronto soccorso dell'ospedale Santa Chiara. Il conducente della Daewoo - secondo l'Associazione vittime della strada - no ha adeguato la velocità alle caratteristiche della strada. Dopo aver urtato con la ruota anteriore destra il cordolo rialzato, che delimita la corsia di marcia riservata ai mezzi pubblici, nel ritornare sulla carreggiata ha sbandato. Provocando cosi l'investimento dei pedoni sul marciapiede.
Michela Simeone è morta tre ore dopo all'ospedale Santa Chiara, dove era stata ricoverata in Rianimazione, per le lesioni dovute a un gravissimo trauma cranico. Mentre il marito - che aveva riportato fratture alle gambe - dapprima è stato assistito nel nosocomio pisano, nel reparto di Ortopedia. Poi Giorgio Giunta è stato a lungo ricoverato all'ospedale San Matteo di Pavia.