Mamma Pantani accusa il Giro
PORTO S. ELPIDIO. Cesena, Cesenatico. Due strane chiavi di volta per un Giro che dovrebbe decidersi in montagna e nella crono di Trieste. Ieri alcuni diesse hanno fatto una ricognizione sui colli che precedono l'arrivo di domani, convinti che vi si celino nuove trappole: «Anche se la tappa non è il trappolone di Faenza dello scorso anno». Da Cesenatico, invece, ecco le dichiarazioni di mamma Pantani.
Dichiarazioni che potrebbero aizzare le frange più estremiste delle «brigate» dell'ex Pirata. «Alla tappa di Cesena - annuncia mamma Tonina - denuncerò l'ipocrisia di quel mondo. I colpevoli sono al Giro. I veri assassini di mio figlio non sono i quattro spacciatori: bisogna andare molto in alto. E' stato usato come capro espiatorio e poi è precipitato nel tunnel della droga. Farò nomi e cognomi, Marco non era dopato: i suoi valori del sangue erano normalissimi». Purtroppo le ripetute analisi e le carte processuali parlano diversamente. Ieri giornata di riposo: Simoni se n'è lamentato, dicendo che ormai è un Giro da dilettanti: tappe corte e riposi. Oggi si va da Sant'Elpidio ad Ascoli, tappa semplice, ma domani si arriva a Cesena e non è scritto da nessuna parte che sarà la solita passerella per velocisti. Fronte antidoping: ieri ci sono stati controlli medici. Tutto bene per i controlli Uci del sangue: su 28 atleti (di Tenax, Formaggi Pinzolo, Acqua e Sapone, Landbourtkredit e Selle Italia) nessun «inadatto a correre». Cerberi... diversi si sono però presentati nell'albergo di Simoni per le analisi delle urine: gli esiti più avanti. Durante i turni di riposo c'è spazio per le parole. E ieri si è detto che Di Luca, messo in ombra alla Saeco dall'esplosione di Cunego, forse medita di andarsene: lo ha cercato la Domina. Intanto la tappa di Cesena ha subito un lieve cambiamento di tracciato. Il timore che dentro quei saliscendi si celi la possibilità di far saltare la maglia di Cunego, ha fatto si che Martinelli e Miozzo volessero constatatare di persona. Per questa tappa, potrebbe anche scattare una santa alleanza tra Panaria e Caldirola. «Sto bene, ma non sto pensando alla classifica generale - dice Figueras - Mi accontento di vincere una tappa. Poi, sulle montagne, succeda ciò che deve succedere». Traduzione: punta su Cesena e potrebbe trovare l'appoggio e la compagnia di Garzelli a caccia di secondi perduti. Conferenza stampa in casa Saeco. Cunego ha parlato tanto, ma poche le novità. Teme la crono di Trieste, perchè di vere crono, in forma, non ne ha mai fatte. Non teme invece le grandi salite, ribadisce che gli piacerà mettersi alla prova, ma (gli crediamo?) che sarà a disposizione di Capitan Gibo, dal quale sta imparando molto in corsa e fuori corsa. Cosa soprattutto? «Che un leader non lascia mai nulla al caso». Simoni dal canto suo teme la tappa di Cesena («meno dura, ma difficile come quella di Faenza del 2003»), conta sull'effetto tenaglia (lui e Damiano) contro eventuali alleanze contro la Saeco, ma al ragazzino rilancia la sfida: («se vuole può provare a battermi in salita»). Il Giro per lui si decide ancora lassù.