Ritorna «Hair», lo spettacolo simbolo degli anni Settanta

MILANO.Anche questa settimana sono previsti diversi debutti nelle sale teatrali milanesi. Ecco le più importanti 'prime" in cartellone.
Hair.Ritorna questo musical trasgressivo (uno spettacolo simbolo della fine degli anni Sessanta) che ha testimoniato gli inizi della contestazione giovanile di quell'epoca.
Sulle note di 'Let the sunshine in", 'Donna" ed 'Acquarius" si tornerà alle atmosfere psichedeliche di una New York abitata da ragazzi con i capelli lunghi, i fiori in testa ed i vestiti succinti, che parlano di rivoluzione sessuale, liberalizzazione delle droghe leggere, pacifismo, guidati da un cowboy dell'Oklahoma in partenza per il Vietnam, diviso tra la libertà degli hippies e la follia della guerra che lo attende. Al teatro Smeraldo fino al 30 maggio.
Sdisorè.Questo copione di Giovanni Testori ripercorre la strada della rielaborazione delle grandi classici, già sperimentata con Ambleto, Macbetto e Edipus. Ecco, allora, l' 'Orestea" di Eschilo affidata ad un narratore monologante, che rievoca il tormento di Oreste ed il dramma di Clitennestra, Egisto ed Elettra, spostando il contesto della vicenda nel cuore della provincia italiana, fondendo tragico e ridicolo, usando toni grotteschi da grand-guignol, mescolando toni alti, bassi e popolari, dialetto, lingue vive e morte in una scrittura concreta, contorta, materica e sofferta. Con Ferdinando Bruni; regia di Francesco Frongia. Al teatro dell'Elfo fino al 6 giugno.
Maionese.Giocato sulla 'parodia" del giallo e del thriller, questa spassosa commedia comincia con un uomo in pericolo di morte a causa dell'amore per la donna di un pregiudicato assetato di vendetta. A soccorrerlo arrivano gli scombinati amici di gioventù. Che fare? Tutte le soluzioni vengono vagliate fino alla più estrema: la soppressione del 'nemico".
Non ci sarà però bisogno di arrivare in fondo ed i loro sforzi, alla fine, serviranno solamente a far ridere il pubblico. Con la Compagnia Maio; regia di Paola Galassi. Al teatro Ciak.
Tra le altre 'prime" teatrali è da ricordare '1968", il terzo capitolo di una trilogia diretta da Serena Sinigaglia e dedicata alla storia del Novecento vista con gli occhi dei trentenni, costretti a fare i conti con un passato pieno di icone ingombranti (al teatro Verdi fino al 30 maggio). Sono da segnalare inoltre 'La terra desolata" di Eliot nella messinscena tra la metafisica e il cabaret di Anning Raimondi (al teatro Arsenale fino al 22 maggio); 'Evghenij Oneghin" di Puskin con Massimo Loreto ed Annina Pedrini protagonisti della malinconica storia di un amore mancato per frivolezza e casualità (allo Spazio Zazie fino al 30 maggio).