«E' lecito non pagare il bus»
PAVIA. «Non pagare il biglietto del bus è conveniente quando si è sicuri di non essere scoperti»: lo pensa il 27% di un campione di 633 studenti di sette istituti medi superiori della provincia intervistati dall'Osservatorio permenente per l'educazione alla legalità. Un altro 40% lo giudica «una bravata che ogni tanto è lecito fare». Il 10% pensa, addirittura, che «è un comportamento lecito perchè non è giusto pagare il biglietto del bus». Solo il 23% dice che «è un comportamento sempre inammissibile».
Gli sconcertanti risultati del sondaggio sono stati illustrati da Alfonso De Cicco, coordinatore dell'Osservatorio, e Luca Nascardi, che ha realizzato la ricerca, durante il convegno svoltosi venerdi sera all'Istituto d'istruzione superiore Alessandro Volta (liceo artistico, ragionieri e geometri nella sede del Cravino e istituto d'arte a Casteggio). Il titolo era 'I mass media danno una corretta informazione sulla cronaca giudiziaria?".
«E' un risultato davvero sconvolgente che fa molto riflettere e deve preoccupare», ha commentato il questore Giovanni Calesini. Tra i docenti che formavano il nutrito pubblico nell'aula magna insieme a studenti e genitori, i commenti sono stati disparati. C'è chi ha sostenuto che «la scuola dovrebbe essere innanzitutto un luogo di educazione alla legalità e ai diritti, obiettivo che viene prima di altri». Altri invece hanno invitato a non drammatizzare, dicendo che dal sondaggio emerge piuttosto che il 79% dei giovani ritiene molto importante o importante il rispetto delle leggi. L'attenzione si è spostata sulla riforma Moratti, che è stata variamente giudicata.
Al convegno, aperto dal dirigente scolastico del 'Volta" Adriana Tarditi, sono intervenuti anche Eleonora Salvadori, ispettrice regionale del ministero dell'istruzione, un giornalista de 'La Provincia e Stefano Mosti, dell'Osservatorio di Pavia Media Research - Istituto di ricerca e analisi della comunicazione, che ha illustrato i risultato di una ricerca sul tema 'La rappresentazione della giustizia in un anno di cronaca giudiziaria (il 2002) sulle reti tv Rai e Mediaset".
L'Osservatorio permanente provinciale per l'educazione alla legalità, ha detto De Cicco, ha appena ottenuto il riconoscimento ufficiale del ministero dell'istruzione, di quello dell'interno e del Centro servizi amministrativi (ex-provveditorato agli studi) di Pavia. «Gli istituti scolastici partecipanti alla ricerca con le classi quinte - hanno detto De Cicco e Nascardi - sono stati Itis Cardano, Cossa e Volta di Pavia, Faravelli di Stradella, Galilei di Voghera, Omodeo di Mortara che hanno già consegnato i risultati, mentre stanno concludendo la raccolta dei dati altri istituti».
Il questionario proponeva otto domande. A quella sull'importanza dei valori nella società di oggi, i massimi puntaggi vanno all'onestà (53%) e alla laboriosità (59%). Altra domanda: quali affermazioni condividono maggiormente gli intervistati? Il 44% risponde 'La legge va rispettata ancge quando la si considera sbagliata", mentre c'è comunque un 36% che dice 'La legge va rispettata in generale, ma qualche volta è ammesso trasgredirla. Il 90% è convinto che nell'applicazione delle legge la legge non è sempre uguale per tutti. I giovani avvertono la distanza dalle istitutizioni: per il 41% lo Stato è 'un'entità distante", mentre solo il 31% lo considera 'L'insieme di tutti noi". Per quanto riguarda l'atteggiamento dei giovani verso i mass media, alla domanda 'ritieni che essi diano una corretta informazione sulla cronaca nera e giudiziaria" il 30% risponde 'no", il 64% 'non sempre" e solo il 6% 'si". e giudiziaria, il 30% risponde che l'informazione.
Alla fine gli studenti hanno donato ai relatori disegni e creazioni di grande finezza, da loro stessi realizzate.