L'Aci accusa: a Pavia strade poco sicure

PAVIA. Rotatorie mal disegnate, a volte in modo da tale da creare pericolo; segnaletica inutile o mancante; solerzia nel multare le auto in divieto di sosta, ma scarsa attenzione ai posteggi che creano pericolo alla circolazione o ai pedoni e ciclisti che, non rispettando il codice della strada, mettono in gioco sia la loro vita, sia quella degli altri. Insomma, il presidente dell'Automobil Club di Pavia, Angelo Dabusti, apre il libro sulla sicurezza. E non lo fa casualmente, perché anche i primi sei mesi del 2004 hanno visto l'Aci pavese impegnatissima, appunto, sul fronte della sicurezza.
Presidente Dabusti, entriamo subito nel merito. Lei ritiene che Comune e Provincia abbiamo operato bene nel settore della sicurezza stradale?
«Iniziamo da Pavia. Più volte ho avuto l'occasione di ascoltare l'assessore alla Mobilità, Fabio Zucca, quando ha presentato i vari piani delle mobilità. Devo dire che, dal punto di vista dell'approccio, finalmente ho avuto l'impressione di un modo corretto di pensare alla mobilità».
Dunque, un giudizio completamente positivo?
«Un momento... Ben diverso è invece il discorso sul fronte operativo».
Cosa intende dire?
«A tutti i convegni a cui ho partecipato si è rilevato che le infrastrutture hanno un valore molto alto sul problema della incidentalità».
Intendere dire che una strada, un incrocio o una rotatoria disegnati male possono essere delle concause negli incidenti?
«Esattamente. Ma non lo dico io, lo dicono gli studi e le statistiche. Un incidente non è mai dovuto a una sola variabile, bensi a diverse e spesso concomitanti: disegno della strada, segnaletica orizzonale e verticale, condizioni del manto stradale e illuminazione hanno un valore molto, ma molto rilevante».
Qui a Pavia non mancano le cose fatte male...
«Ce ne sono diverse. Le cito, ad esempio l'intersezione che c'è sulla provinciale che va da Pavia a Landriano e poi in Vidigulfo: la mancanza di un cartello di precedenza crea una situazione di conflittualità e di poca chiarezza per gli automobilisti. A volte la mancanza di un segnale può creare pericolo, in altri casi è la presenza non corretta di segnaletiche che, a sua volta, determina situazioni rischiose. Non solo: le concause sono tante, dalla buca all'eccesso, persino, di segnali anche pubblicitari che sono causa di distrazione per l'automobilista. Insomma, una vera attenzione alla sicurezza significa mettere l'automobilista nelle condizioni migliori».
Per restringere, geograficamente, il problema: lei come giudica la situazione viabilistica, sotto il profilo della sicurezza, a Pavia e nel Pavese?
«Dico che c'è ancora molto da fare. Anche sotto il profilo dell'informazione e mi permetto a invitare i giornalisti a sensibilizzare i cittadini su questi problemi e a fare anche un'operazione culturale. Perché il protagonista, nella sicurezza, resta l'uomo. Nei media cosa viene esaltata nelle auto: il lusso, la potenza, la ripresa, la tenuta di strada».
Ci impegneremo a fare del nostro meglio. Ma torniamo ai problemi delle infrastrutture.
«D'accordo. Parliamo delle rotatorie?
Sfonda una porta aperta, presidente Dabusti.
«Sarebbe auspicabile che le rotatorie che abbiamo sul nostro territorio fossero tutte improntate a regole uguali»
In effetti, ogni ufficio tecnico ci vuole sempre mettere del suo...
«Già, ma l'automobilista si trova a percorrere una strada e trova prima una rotatoria all'europea, poi una di tipo diverso, una terza con una certa curvatura, una quarta ancora diversa... Mantenere una linea progettuale comune non richiede un particolare impegno finanziario, ma solo un minimo di coordinamento e di buon senso».
Perché altrimenti...
«Gli studi dimostrano che l'automobilista, anche se prudente, può non essere del tutto concentrato sulla guida. Ebbene, se prima trova una rotatoria diciamo del tipo A, poi una seconda nuovamente del tipo A e poi una terza di tipo B, questa sequenza di rotatorie è un modo di indurlo in errore. E in determinate circostanze di visibilità, di condizioni della strada e di velocità, tale sequenza è concausa di un incidente».
Parliamo di Pavia. La polizia municipale non perde un colpo a sanzionare i divieti di sosta, ma le contravvenzioni per chi posteggia agli angoli degli incroci, sui marciapiedi o si ferma sulle piste ciclabili non si sprecano di certo.
«Sono d'accordo, pienamente. Non solo, credo che si debba anche prestare attenzione alle regole che non seguono i pedoni e i ciclisti. Le posso anticipare alcuni dati che stiamo elaborando: nel 50% degli incidenti avvenuti a Pavia in cui viene coinvolto un pedone, questo pedone ha la concausa. Nel senso che non era sulle strisce, o le utilizzava in modo scorretto, oppure scendeva dal marciapiede in modo improvviso. In questo caso la sanzione è sacrosanta, come per le biciclette che viaggiano in contromano».
E per quanto riguarda gli autovelox? Che dice?
«Faccio una appello alla polizia municipale per quello che riguarda il tema precedente, ma anche un rilievo: troppo comodo fare solo sanzioni per limiti di velocità su strade extraurbane. Una macchina a 70 all'ora sulla Vigentina è probabilmente meno pericolosa di un'auto a 55 all'ora in città o di un incrocio che, a causa dei posteggi irregolari, non permette una visibilità sufficiente».