Partorito in auto e abbandonato nel campo
VERONA.Venuto al mondo sui sedili di un'auto e abbandonato in un campo dentro un sacchetto di plastica. Sta lottando contro la morte il neonato trovato ieri mattina alla periferia di Verona. La madre, una rumena di 24 anni, è stata subito rintracciata e ha confessato.
Pietro, cosi lo hanno chiamato in ospedale, pesa solo poco più di due chili e ora è attaccato a una macchina perchè non riesce a respirare da solo. E' stata un'infermiera a scegliergli quel nome subito condiviso dai medici che stanno tentando di salvarlo. Ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapiae intensiva della Patologia neonatale del Borgo Trento di Verona, le sue condizioni vengono definite «critiche» anche se sembra che stia reagendo bene alle prime terapie.
Nudo, con ancora il cordone ombelicale attaccato, in mezzo a quel campo, tra le frazioni di Montecchio e Quinzano, c'è rimasto per oltre otto ore. Dalle 3.30 del mattino, quando è venuto al mondo, fino alle 11.30 quando per caso un poliziotto lo ha trovato. Un sacchetto di plastica gialla di quelli che si prendono nei supermercati e magari poi si usano per la spazzatura. Lui era li dentro. Gettato in un prato come un rifiuto di cui ci si vuole sbarazzare in fretta.
«Ero di riposo e stavo passeggiando quando ho visto la manina che usciva da quel sacchetto». Marcello De Cumis, assistente della squadra mobile veronese, è sconvolto: «E' stata una cosa terribile. Ho avvisato il 118 perchè arrivasse subito l'ambulanza». E mentre il piccolo veniva portato di corsa in ospedale, mentre Pietro continuava a lottare per una vita che non ha quasi fatto in tempo a iniziare, la polizia rintracciava la madre, una immigrata rumena regolare di 24 anni.
Era a casa, in una stanza in affitto a poche centinaia di metri dal campo in cui ha lasciato il suo bimbo. A portare la squadra mobile sulle sue tracce è stato lo stesso De Cumis che, vivendo in zona, ha suggerito di controllare quel vicino residence. Alla vista degli agenti lei ha subito ammesso: «L'ho partorito sulla mia auto e poi l'ho lasciato là». Ma non è stata capace di spiegare «perchè». Indagata in stato di libertà dalla Procura di Verona che ha aperto un'inchiesta, al momento l'ipotesi di reato è quella di abbandono di minore. Ma potrebbe peggiorare se le condizioni del piccolo si dovessero aggravare ulteriormente.
Sono passate solo due settimane da quando è morto Jacopo, abbandonato il venerdi di Pasqua, anche lui appena nato, in un giardino alla periferia di Modena. E oggi don Giorgio, parroco del piccolo centro di Quinzano, dedicherà alla storia di Pietro la sua omelia domenicale per lanciare «un forte richiamo al valore della vita».