Incendio nell'appartamento
VIGEVANO. L'allarme alla caserma dei vigili del fuoco è arrivato verso le 23.30 di mercoledi. Nell'appartamento di un caseggiato Aler di via Foscolo era scoppiato un incendio. Una credenza aveva preso fuoco per cause ancora in corso di accertamento. Nessun danno grave. Le fiamme sono state domate senza problemi. Ma l'episodio ha riaperto un caso o, meglio, ha riportato l'attenzione su alcune situazioni conflittuali esistenti in agglomerati popolari. L'appartamento in cui è scoppiato l'incendio, infatti, è vuoto da alcuni giorni. L'assegnatario lo ha lasciato ed ha trovato ospitalità altrove. Nel frattempo la porta è stata letteralmente rimossa, i vetri rotti e l'alloggio è diventato di libero accesso, con tutte le conseguenze del caso.
Dietro quella porta, negli ultimi anni, ha vissuto un pensionato 74enne. Di lui si occupano i servizi sociali e per i problemi di convivenza sorti in quel caseggiato sono stati mobilitati in più occasioni Comune, forze dell'ordine e avvocati. Da una parte, infatti, un gruppo di famiglie afferma di vivere nel terrore a causa del comportamento dell'anziano inquilino. Dall'altra il pensionato sostiene di essere perseguitato e minacciato dai vicini al punto da decidere di lasciare l'appartamento e fare appello al Comune per essere accolto in una casa di riposo. Evidentemente negli ultimi giorni è precipitata una situazione critica segnalata già da proteste e lamentele fin dal 1998.
E non è solo via Foscolo a rivolgersi a Comune e Aler con lettere, colloqui e richieste. Quindici giorni fa un'intera seduta del quartiere Torino è stata dedicata alle segnalazioni dei residenti nelle case Aler di via Raffaello, che lamentavano violenze, litigi e un via vai di persone sospette. E un'altra miccia innescata è in via Vecchia per Gambolò, dove l'altro pomeriggio i carabinieri sono accorsi per una lite di vicinato scoppiata nelle case comunali. Anche se gli eventi non sono paragonabili, perchè nati per cause e in ambienti differenti, sta di fatto che alcune situazioni conflittuali sono esplose nell'arco di poche settimane. Un campanello d'allarme sul deterioramento della convivenza negli agglomerati popolari? «La conflittualità nei caseggiati di Vigevano si mantiene entro livelli fisiologici - affermano all'Aler -. Il numero di segnalazioni da tempo è più o meno uguale. E per i motivi più disparati: gli attriti tra inquilini, i posti auto, i bambini che fanno baccano, radio e Tv ad alto volume. Chi amministra condomini sa che anche nel settore privato la situazione non è diversa». Ma per il quartiere Pietrasana, che comprende i caseggiati di via Foscolo, è stato avviato nel 1998 un progetto di risanamento con finanziamenti per 11 miliardi di vecchie lire. A che punto è il piano? «Per quanto ci riguarda - spiega l'Aler - abbiamo ristrutturato un fabbricato, realizzato una centrale termica, impianti elettrici e un circolab: una costruzione che ospiterà sale riunioni, una palestra per anziani e nuove tecnologie».
Il piano prevede interventi architettonici, mentre sul versante sociale, portata a termine l'esperienza degli educatori di strada, è stato avviato il progetto 'Giovane comunità" che punta in particolare al coinvolgimento dei ragazzi del quartiere. Ma i piani di miglioramento della qualità della vita si incagliano contro i casi più difficili. L'inquilino che ha deciso di 'fuggire" dal suo appartamento in via Foscolo è seguito dai servizi sociali. Ha chiesto di essere inserito in una struttura per anziani e, assicurano in municipio, «stiamo cercando di attivarci da questo punto di vista». «Il Comune, i vigili urbani, le altre forze dell'ordine e i servizi sociali fanno quello che possono nell'ambito delle loro competenze - proseguono in municipio -. Ci sono fascicoli e fascicoli che documentano i controlli fatti, per esempio, in via Raffaello. Ma quando ci troviamo di fronte a soggetti che hanno problemi di carattere relazionale o psico-fisico, andrebbero attuati interventi mirati che esulano dai compiti degli enti locali. Il caso di via Foscolo è emblematico». Attorno a situazioni singole rischiano però di coagularsi problemi collettivi, segnalati da una catena di episodi che negli anni hanno compromesso le possibilità di convivenza civile. «Il Comune può intervenire e interviene tentando di ricostruire una rete di servizi e rapporti. Per esempio, abbiamo eliminato le barriere architettoniche da un palazzo del quartiere Pietrasana, in cui gli inquilini anziani che lo desiderano potranno trasferirsi con priorità rispetto ad altri. Faremo una riunione con l'Aler e scriveremo agli anziani per verificare quanti saranno disponibili a spostarsi nel palazzo, dotato di ascensore».