Cipollini non molla, Petacchi si distrae

SPOLETO. Capitano, mio capitano, dove vai? A sinistra si sfilano i gregari che fanno il treno ai velocisti. Risulta in un mai scritto manuale della volata. I due maggiori velocisti del mondo sembrano averlo dimenticato: l'altroieri è toccato a Cipollini, che è andato a sbattere contro Aug; ieri a un distratto Petacchi, che ha rischiato di tamponare Tosatto. Tra i due litiganti, gode McEwen che vince la tappa e si conferma l'unico in grado di castigarli, ogni tanto, entrambi. Correndo però senza «treno», battendosi insomma in solitudine contro squadre-convoglio che mettono terrore. Al secondo posto arriva un altro solitario: il tedesco Pollack, che brucia uno Zanotti troppo precipitoso. E' arrivato al traguardo anche Cipollini, nonostante il dolore per la caduta di mercoledi. A questo l'attenzione passa su Garzelli: ha perso l'occasione per allungare in classifica nelle prime tappe, ma la flessione sembra al termine e la forma potrebbe risalire in tempo per l'arrivo di Montevergine, domani.
Cipollini si presenta pieno di bende, come un eroe, ma è anche un soldato di ventura: la squadra è qui per lui e prima della fine deve vincere. E poi «Cipo», per chi non è ciclomane e per i ragazzini, è l'unico nome rimasto dopo Pantani. Quanto a Petacchi, ne deve mangiare di croste di formaggio prima di diventare un simbolo. Per ora, visto l'atteggiamento schivo e i modesti propositi, è Re Piagnone. La tappa è modesta nel tracciato. A Spoleto c'è da percorrere un circuito «mosso»: una salitella del 4% nel mezzo non può fare la differenza, salvo per Ivan Quaranta, che forse soffre anche le paraboliche del velodromo. Si teme la fuga, e la fuga c'è. Prima vanno via in 14 all'Intergiro, un po' per caso e un po' perchè i ragazzini non sanno fare i ventagli. Vengono trascurati, tanto che Cioni si ritrova momentaneamente in maglia rosa. La Saeco pare disinteressarsene: Simoni preferisce Cioni a Cunego. Ma il toscanaccio sa che la Fassa non è qui per lui, quindi si rialza e altri lo imitano. In testa al gruppo ci sono solo i Ferron Boys a tirare e le squadre dei restanti velocisti non hanno voglia di faticare. Gli altri la prendono con tanta filosofia che il sardo Loddo infila la transenna all'esterno e si ritrova per campi. All'entrata in Spoleto, Cunego rompe la bici ed è costretto a cambiarla. Stangelj e Szmyd pilotano il suo rientro e gli permettono di salvare il secondo posto. La fuga intanto si sgonfia, il circuito stimola anche la Saeco e la Lampre a collaborare, e a due giri dalla fine sono tutti assieme. McGee però porta via Moos e Marzoli, ma la fughetta dura un giro. Si va alla tornata fatale: Astarloa e Moreni cercano l'allungo, ma è volata. Con sorpresa. Poco dopo la curva che immette sul traguardo, Petacchi sbaglia lato per passare il pesce-pilota Tosatto: va a sinistra e più a sinistra c'è la transenna. Urla, Matteo si sposta, ma è tardi per recuperare. «A quel punto - commenta il velocista spezzino - la situazione era già abbastanza compromessa». Peggio è andata al suo grande rivale, arrivato dopo 3'19". «E' stato un calvario - dice Mario Cipollini - . Ho stretto i denti e, fino al centesimo chilometro, mi hanno assistito gli antidolorifici. Poi le ferite mi hanno fatto davvero male, ma spero migliorino nei prossimi giorni perché voglio restare».
Oggi altro sprint, ma con l'incognita di una salitella per finisseur, domani si sale a Montevergine. E potrebbe rivedersi Garzelli: «Sono rimasto davanti e stavo bene - ha commentato - . Avrei potuto tentare la volata, ma non conveniva. A Montevergine potrei essere in condizioni migliori e all'ultima settimana manca ancora un po'». (a.f)