La Valvitalia alla conquista del Cairo

RIVANAZZANO.La Valvitalia gioca il poker d'assi. Con l'inaugurazione dei nuovi impianti al Cairo, salgono a quattro gli stabilimenti del gruppo guidato da Salvatore Ruggeri. Una presenza strategica, nel cuore del mondo arabo, per l'azienda di Rivanazzano, che punta a rafforzare le proprie posizioni nel settore energia e delle valvole industriali. A «quattro mani» il taglio del nastro nella capitale egiziana: oltre al patron Ruggeri, hanno partecipato alla cerimonia l'ambasciatore italiano al Cairo, Antonio Badini, il presidente dell'Amministrazione provinciale di Pavia, Silvio Beretta e un viceministro del governo egiziano. Una giornata ricca di eventi e di celebrazioni, che ha rinsaldato i legami di affari e di amicizia fra il gruppo industriale oltrepadano e il più popoloso fra i paesi arabi. Valvitalia Egypt sarà l'avamposto nel Mediterraneo orientale tenendo i conti con tutte le nazioni di quel bacino: nello stabilimento del Cairo verrà prodotto e assemblato ogni tipo di valvola e di stazione di pompaggio; verranno, inoltre, forniti servizi e assistenza a tutti i clienti. Dopo la «vernice», Ruggeri e i suoi ospiti hanno concluso il Cairo-day all'hotel Sheraton per la serata di gala, con le autorità locali e i clienti più in vista.
«L'iniziativa imprenditoriale - sottolinea una nota diffusa dalla casa di Rivanazzano - è stata particolarmente apprezzata dai partner egiziani, che vedono cosi migliorare il know-how dei loro tecnici, mentre nell'ottica Valvitalia i vantaggi dell'operazione sono legati anche al basso costo della manodopera locale, che contribuisce a rendere competitivi i prezzi dei prodotti». La nuova unità produttiva del Cairo impiegherà a pieno regime una quarantina di addetti. Il gruppo, nel suo insieme, fattura circa 120 milioni di euro all'anno e attualmente ha trecento dipendenti.
Gli stabilimenti, oltre che a Rivanazzano e al Cairo, si trovano a Vicenza e a Padova. La Valvitalia è ormai presente sui mercati in tutto il mondo, ma in particolare fa affari con Spagna, Egitto, Iran e Indonesia. I suoi piani di sviluppo futuri prevedono ulteriori acquisizioni e la quotazione in borsa da definire nell'arco di due-tre anni. (r.lo.)