Come battere lo «scaphoydeus» senza gli antiparassitari

VOGHERA.L'istituto tecnico agrario Gallini di nuovo primo a livello nazionale: la scuola superiore vogherese si è aggiudicata un ambito premio nell'ambito di 'Fast, i giovani e le scienze 2004". All'edizione italiana del 16º concorso dell'Unione europea per i giovani scienziati si è parlato delle nuove frontiere della viticoltura oltrepadana. I ragazzi del Gallini hanno primeggiato con un accurato progetto incentrato sul controllo biotecnologico delle tignole della vite e dello Scaphoideus titanus, l'agente patogeno della famigerata flavescenza dorata. Gli studenti hanno utilizzato un efficace metodo di lotta biotecnologica fra i filari d'Oltrepo, riscuotendo ottimi risultati: un drastico abbattimento dell'impatto ambientale, quello dei prodotti chimici utilizzati tradizionalmente, ed un conseguente miglioramento delle uve in termini di qualità. Il lavoro del Gallini, coordinato dai docenti Giovanni Giorgi e Giorgia Crispino, è durato due anni e si è avvalso della collaborazione dell'azienda agricola Testori di Santa Maria della Versa. Fondamentale la collaborazione del professor Piero Cravedi dell'università di Piacenza, profondo conoscitore delle biotecnologie. Gli alunni del Gallini sono stati impegnati in accurate attività di campo. Sui 18 ettari a vigneto messi a disposizione da Testori, 10 sono stati interessati dalla sperimentazione biotecnologica. I tanti controlli a campione, effettuati sui grappoli, hanno messo in evidenza come si tratti di un sistema efficace. Agli alunni non è rimasto che riassumere il loro lungo impegno e di presentare il progetto alla commissione del Fast 2004. La professoressa Crispino spiega: quello che abbiamo adottato è un metodo di lotta biologica già utilizzato sugli alberi da frutta, ad esempio in Trentino, ma che in viticolturà sfruttato solo a livello sperimentale. In Oltrepo non lo usa nessuno. Gli aspetti positivi? Abbandonare i prodotti chimici limita l'impatto ambientale e migliora la qualità del prodotto finale. La lotta biotecnologica non dà nemmeno luogo a costi maggiori: le spese per trappole ed erogatori da installare in primavera e da togliere in autunno possono essere del tutto coperte. Non c'è infatti da dimenticare il valore aggiunto di un vino prodotto con metodo biologico che può essere commercializzato ad un prezzo superiore. Il Gallini, aggiudicatosi il Fast 2004, è pronto a diventare centro informazioni per i viticoltori. Emanuele Bottiroli