Pensioni, l'Ulivo chiede tempo
ROMA. Slitta dall'11 al 13 maggio il voto finale dell'aula del senato sulla riforma delle pensioni. L'opposizione ha protestato contro il nuovo calendario fissato dalla conferenza dei capigruppo, chiedendo più tempo per discutere della delicata questione previdenziale. Le diverse proposte alternative al calendario votato sono state però respinte. «Ci hanno detto - ha spiegato il presidente dei senatori della Margherita Willer Bordon - che il calendario era stato intasato».
«Ma è stato intasato - ha sottolineato Bordon - per colpa loro, per far approvare una legge inutile come la Gasparri: se la delega previdenziale è in ritardo è perchè non sono nemmeno capaci di garantire il numero legale. Si assiste all'imposizione delle decisioni prese dalla maggioranza anche nelle conferenze dei capigruppo. E' un confronto inutile.»
All'Inps intanto si fanno i conti dei primi quattro mesi dell'anno. Domande di pensione in calo tra gennaio e marzo. Sono circa 271.134 nel totale le domande di pensionamento con un calo del 5,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2003. In calo soprattutto le domande di pensione di vecchiaia mentre quelle di anzianità sono scese del 5,4 per cento.
Si lamentano anche i dipendenti pubblici messi per forza, contro ogni previsione, nella riforma in discussione al Senato. Il responsabile nazionale Fabrizio Rossetti commenta che «il governo aveva dapprima escluso qualsiasi coinvolgimento dei pubblici dipendenti, salvo poi inserirli a pieno titolo nel disegno di legge» A parer suo, anche la politica della sicurezza del governo «continua a caratterizzarsi solo per gli spot, per i cartelloni pubblicitari», ma le carceri sono ormai fuori controllo e più di 450000 uomini e donne in divisa sono delusi da promesse mai mantenute.
Il provvedimento in discussione al Senato è stato osteggiato dalla sinistra e dai sindacati perchè dà una delega al governo senza che i rappresentanti dei lavoratori siano entrati nel merito di quello che considerano «salario differito», cioè pensione.(a.f.)